Piece
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Titolo originale: Piece
Data di prima pubblicazione originale: 2008
Volumi edizione originale: 9 (in corso)

La protagonista della storia, Mizuho, dal carattere algido e riservato, frequenta il primo anno di università.
Proprio quando scopre che il suo fidanzato la tradisce viene a sapere della morte di una sua ex compagna del liceo.
Questa, una ragazza anonima e taciturna, per qualche motivo aveva fatto credere ai genitori che Mizuho fosse una sua grande amica tanto che al funerale la madre le chiede di aiutarla a scavare nel passato della figlia perché a quanto pare nascondeva un segreto...
Finora di questo manga sono usciti sei volumi, per quanto l'autrice ne avesse preventivati appena 4.
Presenta forti tematiche psicologiche nonché un avvincente struttura modellata sul racconto poliziesco, per quanto non faccia parte di quel genere.
Tutti i protagonisti, che decidono di indagare sul passato di Haruka, questo il nome della ragazza morta, saranno in qualche modo profondamente segnati da questa esperienza che farà tornare a galla il loro passato, sapientemente gestito con un sistema di flashback, li metterà di fronte alle loro ansie, paure, desideri.
Gli stessi rapporti reciproci ne verranno sconvolti e tutti, a cominciare dalla protagonista, si interrogheranno su cosa sono e cosa vogliono essere.
Ogni personaggio se vogliamo costituisce un "caso" psicologico nel vero senso della parola perché qui non si parla solo di un'approfondimento ma di una vera e propria analisi, per quanto semplificata dal medium fumetto, della personalità di ognuno e queste personalità hanno tutte un punto di partenza in qualche modo negativo che va superato con un'autoanalisi che tutti loro svolgono man mano che la vicenda va avanti e che le interazioni reciproche aumentano. L'autrice pare essersi documentata sulla psicologia e non credo sia un caso che la madre del protagonista maschile faccia di mestiere proprio la psicologa.
Non tutto funziona perfettamente però, e mi duole assai dirlo perché l'impianto globale, la regia, gli approfondimenti, sono ottimi.
Il punto dolente è il protagonista: inizia bene ma poi la sua storia va completamente sopra le righe, in un crescendo di inverosimiglianza sempre più marcata.
Tra l'altro, al contrario di Mizuho che è verosimile e ben delineata, questo personaggio, Harumi, non riesce a staccarsi dal cliché del tipo figo-tenebroso-bastardo salvato dall'ammore (presumibilmente).
Confesso che se l'autrice avesse tagliato tutta la storia di Harumi, o almeno una bella porzione, il manga ci avrebbe guadagnato a mio parere parecchio in equilibrio e realismo.
Non resta che attendere il prosieguo sperando che l'autrice riesca a gestire un'opera inizialmente concepita per essere ben più corta senza farla deragliare.





