La Voce del Popolo
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Titolo originale: Deongdeokkung
Data di prima pubblicazione originale: 2009
Nazione di provenienza: Corea (Manwha)
Volumi edizione originale: 3 (conclusa)

“Una storia che conosciamo tutti, ma che non capiterà mai a nessun altro.
In Corea capita spesso di sentirlo nominare, magari in una conversazione serale condita da un bicchiere di soju, magari quando si parla di qualche politico corrotto: Hong Yun-seong. Funzionario del Regno sotto il re Sejo (1417~1468), egli si macchiò dei crimini più nefandi e per lui furti e stupri erano all’ordine del giorno.
E quest’accoppiata tra Hong, che uccise suo zio senza essere mai punito per questo, e il re Sejo che non fu all’altezza del suo così importante ruolo se è vero come è vero che non riuscì a tenere nemmeno sotto controllo i suoi funzionari, ha titillato la mia fantasia e mi ha portato alla produzione di questo fumetto.
E nel momento stesso in cui mi è stata data ufficialmente la possibilità di scrivere su questi personaggi, nel momento stesso in cui è stato decisa la pubblicazione di questo fumetto, ho preso in mano il pennello e ho scritto tutto d’un fiato: Deongdeonggung, in coreano un’onomatopea che esprime un furioso rullo di tamburi.
E sulla copertina del fumetto è stata pubblicata questa scritta (non finirò mai di ringraziare i miei editori).
Alla fine del fumetto c’è una scena in cui i movimenti popolari vengono metaforicamente paragonati alla fiamma del fuoco.
In quella scena l’onomatopea che accompagna le fiamme è proprio Deongdeonggung.
Non era di certo intenzionale, ma alla fine quel suono si è intrecciato con quella sensazione e con il suono del tamburo che sostituisce il crepitio delle fiamme: ovvero l’animo della gente.”
Lee Doo-Ho
La voce del popolo è un fumetto incentrato sul personaggio storico di Hong Yun-seong, uomo politico famoso per la sua condotta violenta, dissoluta e per il potere esercitato a cui nemmeno il re sembrava volere o poter porre rimedio, come se anche per lui Hong Yun-seong fosse la tigre famelica dedita al ricatto, all'inganno e agli stupri a cui nulla può essere impedito.
L'ascesa al potere di Hong però segna indissolubilmente la vita di molte persone in particolare quella di Tokdae il cui destino sembra legato a quello di Hong fin dall'infazia.
Ma se Tokdae è il personaggio principale e a più riprese la voce narrante, abbiamo anche altre persone che vengono catturate dalla complessa trama del fato, una matassa di eventi e decisioni che segneranno vita e morte degli attori di questo grandissimo racconto contraddistinto dall'estrema violenza del vero protagonista del fumetto e cioè Hong.
La trama inizialmente scorre un poco a singhiozzo, frammentata tra storia e filosofia, ma mano a mano che gli eventi procedono tutto diventa molto più fluido e scorrevole, in ogni caso la narrazione non è mai pesante o difficile, in particolare anche i concetti più
filosofici non risultano mai troppo astratti o tali da rendere noiosa la lettura.
Tutti i personaggi sono ben delineati, anche quelli che hanno solo poche pagine a disposizione vengono resi come persone reali con dei sogni e dei desideri, nella cui vita in un modo o nell'altro irrompe un destino messo in modo da una tigre affamata di potere.
Il disegno è un po' datato, ma comunque gradevole e particolarmente efficace nella rappresentazione di Hong soprattutto nei momenti di rabbia o di eccessi.
Fumetto sicuramente consigliato a tutti, ma soprattutto a chi cerca una rappresentazione storica abbastanza realistica con una trama non scontata e che alla fine sicuramente non vi lascerà indifferenti.





