Little Jumper
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Titolo originale: Little Jumper
Data di prima pubblicazione originale: 2005

… ok, diciamocela tutta: Yuzo Takada, nel momento in cui decise di scrivere e disegnare Little Jumper aveva appena finito di leggere DNA2 di Masakazu Katsura. La storia, il plot, l’intreccio è incredibilmente simile tra le due opere tanto da far pensare, in maniera ovviamente scherzosa (si sta parlando di Yuzo Takada, gente) ad una più o meno casuale ispirazione.
Fatto sta che anche in Little Jumper da un improbabile futuro arriva la figlia di un improbabile quattordicenne medio giapponese impacciato e timido come pochi. Chimari deve assolutamente ritrovare il suo “odiato padre” Hiroki Ichinose che, 17 anni prima, incontrò e si innamorò della donna che diverrà sua madre. Il suo compito è di vitale importanza: 17 anni dopo infatti sua madre si ammalerà gravemente e l’unico modo per salvarla è compiere un balzo temporale e ricombinare, nel passato, il suo codice genetico in modo da scongiurare il formarsi del male. Ovviamente non tutto può andare liscio come l’olio quando si compie un balzo temporale illegale di ben 17 anni, ed ecco perché alle calcagna di Chimari, e susseguentemente di Hiroki, c’è la polizia temporale del futuro decisa a ibernare Chimari fino al raggiungimento del proprio tempo presente per evitare sconvolgimento del normale flusso del tempo.
Ebbene si, il deja vu è piuttosto forte. Tuttavia proviamo a sorvolare su questo aspetto per goderci dei disegni stuzzicanti e deliziosi come nella più classica tradizione di questo autore che mixa occhioni, figure slanciate e dettagli mecha in maniera impeccabile; per apprezzare una trama che nei suoi limiti cerca comunque di offrire spunti di originalità.
“Little Jumper: un salto nel meraviglioso mondo di Yuzo Takada”! (enunciato con voce da spot pubblicitario!)





