Il Principe del Tennis
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Titolo originale: Tennis no Ojisama
Data di prima pubblicazione originale: 1999
Volumi edizione originale: 42 (conclusa)

Ryoma Echizen, il protagonista di questa serie, è un ragazzino di soli dodici anni che torna ad abitare in Giappone dopo aver vissuto in America per via del lavoro dei suoi genitori. Nonostante la giovane età si è già distinto per le sue capacità atletiche e la sua tecnica tennistica nei tornei americani, guadagnandosi così il soprannome di principe.
Non certo un principe illuminato, comunque. Ryoma infatti è ben consapevole delle sue capacità: è uno spaccone in miniatura, piuttosto schivo con chi lo tratta normalmente, ma decisamente spaccone e saccente con chi lo sfida.
Appena iscritto alla scuole medie, le Seishin Gakuen, il protagonista si presenterà subito al club di tennis, decisamente rinomato in tutta la regione per la forza e l’abilità dei suoi membri, diventando ben presto il più giovane titolare. Il club, detto Seigaku, anche grazie alla forza di Ryoma punterà alla conquista del titolo nazionale studentesco, senza farsi intimorire dei numerosi avversari.
Tornei, incontri, eliminatorie ed amichevoli, conditi da battute spaccone e da tecniche eccelse, come si confà ad un manga sportivo per ragazzi. Questa volta però il protagonista è il tennis, uno sport non di primaria importanza e forse difficile da convertire in fumetto, e per questo forse un po’ bistrattato negli anni.
Il Principe Del Tennis, a differenza di altre serie tennistiche già viste anche in Italia, cerca di dare alla storia un’atmosfera meno surreale e più realistica. Resta il fatto che, nonostante un inizio “quasi normale” dove le abilità dei giocatori può essere paragonata a un professionista, via via che la storia avanza le tecniche dei giocatori divengono surreali e impraticabili da qualsiasi atleta. Già inizialmente questi quattordicenni sembrano tennisti di lunga data capaci di precisione e potenza inquietante; in seguito perderanno qualsiasi velleità realistica, arrivando per esempio a dare alla palla un effetto talmente potente da poter attraversare la rete lateralmente, senza scavalcarla. Se la serie andrà avanti, ci sarà da chiedersi di cosa saranno capaci i professionisti, oppure i partecipanti al campionato nazionale.
Il tratto non è propriamente accattivante o tecnicamente preciso, sebbene sia decisamente chiaro da leggere ed abbia il merito di dare al lettore un ottima sensazione di velocità, molto importante in questo tipo di serie.
Una nota particolare va allo sforzo dell’autore profusosi nei comprimari e negli avversari del giovane protagonista che oltre alla loro notevole quantità ognuno di loro presenta delle profonde distinzioni sia nel carattere che nelle tecniche tennistiche, garantendo così una buona varietà negli scontri.
In conclusione il principe del tennis è il classico manga sportivo incentrato sul lato agonistico. Un mix di azione e mosse fantastiche, forse eccessive per i puristi del tennis, ma abbastanza strambe da potersi accattivare l’interesse del lettore medio. La serie resta comunque decisamente carente dal punto di vista delle caratterizzazioni, per cui ogni personaggio diventa in definitiva una macchietta con determinate caratteristiche e non una “persona” a tutto tondo.





