SOS
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Titolo originale: SOS By Hinako
Data di prima pubblicazione originale: 2003

SOS è una raccolta di tre storie disegnate da Hinako Ashihara, famosa in Italia per “La Clessidra”. Ognuno dei tre episodi vede come protagonisti altrettante coppie di adolescenti, alla ricerca del loro “angolo di paradiso” personale in cui essere felici con l’altra metà. Ma raggiungere l’amore non è mai semplice, così i ragazzi lanciano all’esterno dei piccoli messaggi di aiuto, raccolti dal lettore, che segue le peripezie dei protagonisti e la forza che ogni volta trovano per superare le difficoltà.
La prima storia è quella che occupa gran parte del volumetto e, infatti, è quella più intricata e maggiormente sviluppata. Yu è una ragazza molto popolare, con una miriade di contatti fra ragazzi e ragazze. Questo però non si traduce per la protagonista in un buon successo con l’altro sesso, essendo per lo più usata come tramite dai ragazzi che le piacciono per poter conoscere altre ragazze. La svolta avviene il giorno in cui Raku, il rubacuori della scuola, la invita a “lavorare insieme”, facendola entrare nel “Club dei cuori solitari” da lui fondato insieme ad all’amica d’infanzia Nono. L’idea è semplice: sfruttando le tantissime conoscenze di Yu i tre, dietro relativo compenso, si impegnano a fornire incontri a richiesta. La voce si sparge per il liceo e gli affari vanno a gonfie vele anche se, inevitabilmente, Yu finisce per affezionarsi sempre più a Raku, convinta però del fatto che il ragazzo sia segretamente innamorato di Nono. Il registro cambia quando il professor Toda scopre per caso il club clandestino, minacciando i tre di sospensione a meno che non si prendano in carico l’onere di trovare un fidanzato per Kazuki, una sua vecchia amica innamoratissima di lui che per questo lo perseguita arrivando a minacciare lui e la fidanzata. Conoscendo Kazuki, però, Yu inizia a immedesimarsi nei suoi sentimenti non corrisposti, anche se ben più disperati ed ossessivi, che spingono Kazuki a compiere un gesto estremo all’ennesimo rifiuto. L’evento fa scattare una molla in Yu, che la spinge a confessare i propri sentimenti a Raku fino ad arrivare al tanto sospirato happy end.
La seconda storia è quella più malinconica e triste. Con un flash back, infatti, seguiamo scorci dell’adolescenza di Setsu vissuta a Kobe, all’inizio degli anni venti del ventesimo secolo. La ragazza è di umili origini, lavora in una libreria e ha un grande sogno: diventare una maestra. L’incontro con Shotaro, unico figlio di un ricco grossista, è casuale quanto voluto dal destino. Il ragazzo ha una grande passione, quella di suonare l’organo e il sogno di comporre melodie che restino anche dopo la sua morte, per essere suonate dalle generazioni future. I due dall’iniziale antipatia passano ad una complice amicizia fino a quando Shotaro decide di voler seguire la sua passione per la musica venendo disconosciuto dal ricco padre. I due ragazzi si innamorano e, nonostante le fatiche della povertà, riescono a perseguire i propri obbiettivi. Purtroppo però Shotaro muore in un brutto terremoto e per Setsu non resta che vivere un vita senza la possibilità di vedere realizzato il sogno del proprio amore. Ritornando al presente ritroviamo l’ormai anziana Setsu circondata dalla sua famiglia davanti alla tv, dove si stanno trasmettendo immagini dell’ultimo terremoto che ha investito Kobe. Il crollo della chiesa locale ha fatto rinvenire un vecchio organo con all’interno uno spartito che viene suonato in diretta tv. Esso è niente di meno che la melodia d’amore che Shotaro aveva scritto per la ragazza poco prima di morire.
L’ultima storia è quella dal registro decisamente più leggero, soprattutto se confrontata con le precedenti. Mami è innamorata cotta di Minami e decide di dichiararglisi rischiando il tutto per tutto. Il ragazzo accetta di uscire con lei e tutto sembra quindi destinato ad andare a gonfie vele. Peccato però che Minami si dimostra essere molto egoista, distratto e con pochissime attenzioni per Mami che, accecata dal sentimento, continua a perdonarlo nonostante tutto. Ma, dopo la classica goccia che fa traboccare il vaso, Mami si ribella e le parti si invertono. Sta volta, infatti, è Minami a corre dietro alla ragazza, cercando di riconquistarla e ingelosendosi senza motivo di un suo amico. La lontananza, tuttavia, fa bene al ragazzo, che riflettendo ha la possibilità di capire quanto viziato ed egocentrico sia stato il suo comportamento riuscendo infine a riconquistare Mami.
Lo stile dell’autrice privilegia visi e corpi dalle linee morbide e rotonde, che rendono il disegno piacevole. Le tavole sono ricche di particolari, soprattutto per quel che riguarda i protagonisti, molto curati sono infatti i vestiti e i capelli. Anche le espressioni sono particolarmente significative, ogni volta adatte a trasmettere i sentimenti dei protagonisti nelle varie situazioni. A questo fine viene a volte utilizzato anche il superdeformed, mai abusato ma integrato nella narrazione in maniera assolutamente naturale e scorrevole. Non vengono utilizzati moltissimi retini, impiegati solo per dare un po’ di colore e spessore alle tavole che restano per lo più pulite e quindi chiare. Infatti nemmeno delle chine c’è un largo uso, limitate ai soli capelli o eventualmente alla colorazione dei vestiti.





