YSquare
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Titolo originale: YSquare
Data di prima pubblicazione originale: 2005

Yoshitaka Kogirei è uno studente svogliato con un chiodo fisso: trovare una splendida ragazza con cui stare e soddisfare i suoi desideri. Ma il suo “savoir-faire” con le donne è talmente scarso che nemmeno il suo bell’aspetto riesce a rimediare.
Un giorno fa la conoscenza di Yagate Sotogawa: un nuovo studente che, al contrario di lui, attira le ragazze come api al miele senza alcun apparente sforzo e che, tra l’altro, rivelerà di essere gay. Impressionato dall’abilità del suo amico, Yoshitaka decide di seguire ovunque Yagata per carpirne i segreti e per farsi aiutare ad abbordare meglio le ragazze.
I due finiscono così al concorso di bellezza organizzato dalla loro scuola per fare i giurati. Le ragazze mozzafiato non mancano ma, più di ogni altra, è l’aspirante modella Ju-Jin ad attirare l’attenzione del protagonista. Preso dalla foga Yoshitaka si mette a fischiare dietro alla ragazza che, distratta da questo suono improvviso, inciampa venendo così squalificata dal concorso. Incrinato sul nascere da questo incidente, il rapporto fra i due è burrascoso e la simpatia reciproca pare davvero scarsa. Nonostante questo, Yagate decide di aiutare l’amico a conquistare il cuore di Ju-Jin. In mezzo ai due si metteranno però altre esuberanti e intraprendenti ragazze, Hyun-Na e Chana, che in modi diversi metteranno alla prova Yoshitaka.
Tutta la trama si incentra sulla crescita emotiva del protagonista che, se all’inizio cerca una mera “bambola” con cui divertirsi, alla fine si scopre innamorato e talmente attento ai sentimenti degli altri da superare in modo spontaneo il suo problema con le ragazze.
L’autrice gioca molto con questo personaggio, mettendolo anche in situazioni ridicole per permettergli di fare qualche uscita demenziale, rendendo in questo modo l’intero racconto gioviale e senza pretese.
Lo stile di disegno è molto bello, ricco di dettagli e molto attento a rendere perfettamente la sinuosità del corpo femminile. I colori dei disegni contenuti nel volumetto sono realizzati in computer grafica. Anche il bianco e nero delle tavole è per lo più realizzato con questa tecnica, contando solo un limitatissimo uso dei retini.
L’autrice di quest’opera, Judith Park, è una tedesca di origine coreana. L’opera è infatti nata e pubblicata in Germania, con l’intenzione dell’editore di proporre ai propri lettori un opera completamente assimilabile ad un fumetto orientale. In Italia il titolo è stato proposto come Manhwa, pur non essendolo pienamente, in virtù appunto delle origini coreane dell’autrice e anche tenendo conto ad alcuni riferimenti interni all’opera.





