Violent runner vibrator
Titolo originale: Vibrator, the violent runner
Data di prima pubblicazione originale: 1997

In seguito alle conquiste scientifiche ed alla manipolazione genetica, l’uomo crea il vibrator: un essere esteticamente simile all’uomo capace di convertire la forza del piacere sessuale in energia cinetica.
Lo sviluppo pratico della faccenda è che se ci attacchiamo due ruote al vibrator e facciamo del sesso con lui, questo sarà in grado di essere utilizzato come mezzo di locomozione.
L’idea è ovviamente assurda, tale che solo un autore geniale e sregolato come Hiromoto sarebbe potuto arrivarci.
Nonostante questo, esteticamente ha un senso: le braccia a fare da forcelle, il manubrio collegato alla schiena o tenuto in bocca, e le gambe come punto d’appoggio per il guidatore e per collegare la ruota posteriore. Le parti basse, ovviamente, sono la sella. Se non avete capito, date un’occhiata alla copertina.
Data la struttura del corpo umano, le normali dinamiche sessuali tra le coppie, nonché le questioni prettamente anatomiche, è piuttosto normale che il pilota del veicolo sia un uomo. Questa soluzione immediata ed estremamente sessista è ovviamente scartata dall’autore, che sceglie come protagonista della serie la bella Love e, come suo veicolo, l’enorme Cub. Ovviamente per accendere le reciproche passioni, Love dovrà per forza di cose sfruttare qualche oggettino di supporto al piacere femminile, ma queste sono cose chiare per chi ha capito com’è l’andazzo del manga.
L’idea è originale, la realizzazione è eccessiva, e forse tutto questo basta ad Hiromoto per imbastire una serie che, in definitiva, sembrerebbe più un esperimento che altro. Ad alimentare questa tesi è un altro manga dell’autore, Sex machine, dove si aggiunge a quanto già detto la ricerca di una sceneggiatura compiuta.
I racconti che la compongono vanno dal serio al faceto, per esempio analizzando la volgarità intrinseca collegata al pilotare un vibrator, oppure cercando di capire come possa essere un primo approccio tra una persona ed una moto sessuale senziente. Per arricchire l’autore inserisce qua e là chicche come la moto quadrimotore (bello spettacolo, effettivamente) o la boy band interamente composta da vibrator.
Considerando che a livello narrativo c’è molto poco, e che lo stesso forse vale per l’aspetto erotico, il manga può essere apprezzato prevalentemente dai cultori del fumetto underground, appassionati di idee forti e sperimentali, anche se spesso sconclusionate.
Pubblicato sulla rivista Gekiman.








