What a wonderful world!
Titolo originale: Subarashii sekai
Data di prima pubblicazione originale: 2003

Per What a wonderful world! non c’è una trama da spiegare o qualche evento particolare da raccontare. La serie in questione è in definitiva un affresco di tanti personaggi e tante storie, di un massimo di 30 pagine ciascuna, tramite il quale l’autore ci mostra le condizioni della nuova gioventù metropolitana, messa a disagio da una cultura troppo regolata e pretenziosa, ed incapace di affrontarla nel migliore dei modi.
Senza scadere nel melodrammatico o nel sentimentale, l’autore ed i propri personaggi affrontano un mondo cinico e sgraziato senza troppa forza o convinzione, afferrandosi a quel poco di bello e di interessante potrebbe esserci.
La lettura è piacevole, anche per il supporto della verve ironica dell’autore stesso, che romanza e rende apprezzabili situazioni realisticamente ben più negative di quel che potrebbero sembrare.
Non c’è dubbio che l’affresco nel complesso risulti interessante, anche se potrebbe deludere in un certo qual modo chi preferisce uno stile di narrazione più incentrato sulla storia unica.
Per eliminare in parte questo effetto/possibilità, l’autore lega le varie storie attraverso vincoli tra i vari protagonisti, che potrebbero essere amici, conoscenti, parenti, o semplici sconosciuti incontrati per strada.
Oltre a dare un lieve senso di continuità, questo approccio potrebbe essere un’idea dell’autore per spiegarci che persone come quelle descritte non sono mosche bianche nella folta schiera di persone di successo, quanto una sostanziale fetta della società giapponese odierna.
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