Clover (II)
Titolo originale: Clover (II)
Data di prima pubblicazione originale: 1997

Cosa riserverà il nuovo anno a Saya, Kazuyo e Ririka, tre amiche e colleghe di lavoro? E’ con questo interrogativo che il manga inizia, presentando poi le tre ragazze e i loro differenti caratteri e trascorsi. Le vicende d’amore, come è giusto, stanno al centro della narrazione e infarciscono di pepe la storia.
Saya dovrà affrontare un capoufficio bisbetico che, però, diventerà il suo grande amore. Kazuyo dovrà farsi forza e affrontare la fine dolorosa di un rapporto per poterne iniziare un altro. Ririka, infine, riuscirà forse a trovare il ragazzo giusto per lei.
Così, tra situazioni che spaziano fra il comico e il romantico, Clover ci fa viaggiare all’interno di tre vite differenti eppure così unite, dandoci la possibilità di sperare non solo in un happy end ma in ben tre lieti fine. Con l’aumentare degli albi, tuttavia, il focus del racconto si sposta sulla storia d’amore fra Saya e Tsuge, questo il nome del singolare principe azzurro, lasciando le altre due amiche in ombra.
Questo manga, come è facile intuire, è ambientato nel mondo delle Office Lady, cioè nel mondo del lavoro e non in quello scolastico a cui gli tanti shoujo ci avevano abituato. Questo comporta una più alta età dei protagonisti e una maggiore serietà, ma nemmeno troppa, nelle vicende raccontate.
I disegni sono simpatici anche se non particolarmente curati. Da segnalare è il fatto che l’autrice ha scelto per Tsuge, il protagonista maschile, un caracter design non stereotipato del “bello bellissimo”, ma uno più semplice e, per così dire, normale che dona al personaggio una notevolissima dose di fascino.
Uno shoujo che sicuramente esce un po’ fuori dagli schemi già visti, ma che senza dubbio merita di essere messo alla prova.
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