La madonna della ghirlanda
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Titolo originale: Kakan no madonna
Data di prima pubblicazione originale: 1993

Siamo in pieno rinascimento, con l’Italia divisa tra questioni belliche e questioni artistiche e morali, caratterizzata da grandi eroi e condottieri, spesso assassini e politicanti senza scrupoli, e da artisti che verranno poi ricordati in tutto il mondo per le loro opere e per il loro straordinario genio.
In questo contesto conosciamo la povera Leonora, nobile fanciulla appartenente ad una famiglia ormai decaduta. Leonora, il cui carattere è molto maschile ed emancipato per la propria epoca, è la preferita di Don Paolo, fratello del re di Padova, con il quale viene costretta a sposarsi.
Ben presto scopre però che il suo è solo un matrimonio di interesse. Leonora infatti scopre subito dopo il proprio matrimonio di essere esattamente identica alla Madonna della ghirlanda, un quadro disegnato nientemeno che da Leonardo Da Vinci, posseduto proprio da Don Paolo.
La leggenda che circola sulla Madonna della ghirlanda dice che la ragazza è la chiave per ottenere il Leone di Smeraldo, una fantomatica spada che dà al possessore il diritto ed il potere di dominare su tutta la penisola italiana.
Scoperto questo segreto, Leonora decide di scappare e, nella sua fuga, si taglia i capelli e se li tinge di nero cambiando la sua identità in Leo, sotto le cui spoglie giurerà fedeltà al bel principe ereditario di Napoli, Falco.
Comincia qua la grande avventura per l’Italia di Falco e Leonora/Leo, destinati a travagliare per un amore apparentemente impossibile e braccati da vicino addirittura dal Duca Valentino, Cesare Borgia, figlio del papa e grande dominatore. Pian piano, giocando tra cambi d’identità (Leonora infatti conserverà i suoi capelli tagliati sotto forma di parrucca) e tra inseguimenti e scorribande, conosceremo il segreto di Leone di Smeraldo, conosceremo i più grandi artisti rinascimentali e potremo vedere come effettivamente si svolse la storia d’Italia.
Con questa sua opera, Chiho Saito ci regala ancora una volta una delle sue tragedie sentimentali, forte di emozioni e traboccante di sentimenti, ma forse troppo abbozzata dal punto di vista della sceneggiatura.
Ovviamente non c’è bisogno di aspettarsi un’analisi storica approfondita, in quanto non sarebbe possibile né col tipo di opera né con il contesto in cui è stata realizzata. La Madonna della ghirlanda è una serie totalmente di fantasia che sfrutta personaggi storici come base narrativa, più come pretesto che come strumento.
Difatti, dopo un inizio scoppiettante ed interessante, in cui i personaggi cercano di capire quale sia il mistero che si cela dietro all’identità di Leonora, tutto si trasforma in una sorta di melodramma sentimentale senza né capo né coda, dove tutti i personaggi sono straziati dai loro sentimenti e dove tutti sembrano agire solo come pretesto per portare avanti la vicenda. Lo stesso mistero del Leone di Smeraldo diventa una macchia sullo sfondo, senza che nessuno spieghi come e cosa significhi veramente la sua presenza. In tutto questo il finale raggiunge veramente il top, rimanendo coerente dal punto di vista della storia sentimentale, ma risultando estremamente intollerabile dal punto di vista narrativo.





