Z mazinger
Titolo originale: Z mazinger
Data di prima pubblicazione originale: 1999

A guidare la mitica Grecia al momento del suo massimo splendore erano gli Dei, potentissimi esseri dalla misteriosa natura, guidati a loro volta dal grande Zeus, loro padre e più potente esponente.
Questo è il mito comunemente accettato; tuttavia, come ci viene rivelato in questa serie, è sistema di credenze tutt’altro che fedele alla verità effettiva.
Gli Dei non erano nient’altro che esseri, probabilmente alieni, che, grazie ad una avanzatissima tecnologia, ebbero modo di manipolare il proprio corpo per diventare esseri meccanici giganteschi ed immortali, dotati di una forza inimmaginabile per gli uomini. Tra questi Zeus, uno tra i più saggi e potenti, fu quello che decise di combattere i suoi simili per evitare la soggiogazione della razza umana, che per lui meritava una sua autonomia.
Non ci è dato di sapere come si concluse questa epica lotta e oggi, migliaia di anni dopo, degli dei e di Zeus è rimasto solo un ricordo distorto.
Nel presente, mentre per una particolare combinazione di eventi Koji Kabuto viene invitato da alcune amiche a visitare dei reperti archeologici in stile greco in una sperduta località del Giappone dove riposa in segreto il dio scomparso, Zeus si risveglia qunado percepisce l’arrivo di nuovi nemici. Impossibilitato a muovere il suo gigantesco corpo, stringe una promessa con Koji e, morendo, gliene concede l’uso. Ora è solo un enorme e potentissimo robot, ribattezzato Zmazinger, che verrà utilizzato dalla razza umana come arma principale per abbattere tutti gli dei.
Come sua abitudine l’autore si diverte a creare variazioni di una delle sue opere più famose, Mazinga Z, cambiando alcuni particolari e modificando un po’ l’approccio. In questo caso siamo di fronte ad una serie piuttosto leggera, che punta ad evidenziare l’azione rispetto ai risvolti drammatici di morte e distruzione.
Questa peculiarità è mostrata anche nelle nuove caratterizzazioni dei classici personaggi principali: tutti amici e ben affiatati. Ritroviamo i classici Jun, Boss, Mucha, il dottor Hell. Koji, emblematicamente, viene da subito mostrato come un personaggi molto positivo, solare energetico ed apprezzato da tutti.
Il primo volume è un po’ un’introduzione della serie, che introduce i personaggi ed gli avvenimenti che ci intratterranno per i prossimi volumi, con brevi accenni a qualche mistero sparso qua e là. Purtroppo ho il timore che la vicenda degli dei, interessante spunto, possa venir lasciata da parte per continuare sui canonici binari dello scontro tra il robot e l’impero del male.
Dal punto di vista del disegno, tutto rimane uguale apparendo diverso dal solito. Lo stile è sempre quello di Go Nagai, tecnicamente debole sotto molti aspetti ma capace di immagini di grandissimo impatto visivo. In questo particolare caso, l’abbondante uso di retini, unito ad un mecha design e ad una atmosfera più moderna e gioviale, fa apparire il tratto più fresco e godibile anche per i nuovi lettori, che dovranno comunque chiudere un occhio sui difettucci presenti.
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