God child
Titolo originale: God child
Data di prima pubblicazione originale: 2001

Dopo le prime avventure, contenute nella collana "Kaori Yuki presenta", ecco che fa il suo ritorno in "God Child" il conte Cain Hargreaves.
Cain è il rampollo della nobile casata degli Hargreaves, divenuto conte già in giovane età a causa della prematura scomparsa del padre Alexis, che in realtà lo odiava profondamente, sino al punto di frustarlo crudelmente (sui motivi di questo suo odio, quasi morboso, che Alexis celava abilmente agli altri non vi posso rivelare altro in questa sede). Rimasto solo al mondo (anche la madre era morta, gli altri parenti si preoccupavano più della salvaguardia del buon nome della famiglia che di lui), Cain trova un antidoto alla solitudine nella compagnia del devoto maggiordomo Riff e, successivamente, della sorellastra Maryweather, di cui avevo ignorava per molto tempo l'esistenza. Carismatico ed affascinante, Cain crescendo non tarda a farsi conoscere negli ambienti della nobiltà londinese della Londra di fine ottocento. Noto soprattutto per essere un grande collezionista di veleni, Cain ha anche una innata tendenza a finire immischiato, o casualmente o per sua stessa volontà, in macabre vicende delittuose, che egli risolve grazie alla sua intelligenza e alla sua perspicacia fuori dal comune. Non è infatti un caso che qualcuno lo abbia soprannominato "il nobiluomo che richiama la morte". Ed è proprio attraverso una di queste sue funeree avventure che Cain fa una incredibile scoperta: suo padre è vivo. Quel padre che odiandolo non gli ha solo provocato con la sua frusta indelebili ferite del corpo, ma che lo ha anche profondamente segnato nell'anima, non è morto come tutti credevano. Ma non è tutto, i nefasti sentimenti che suo padre provava nei suoi confronti sono più vividi che mai, ed inoltre egli è diventato il capo di una organizzazione segreta, la Delilah, i cui obiettivi sono imperscrutabili. Braccio destro del padre di Cain è il sinistro e sfuggente dottor Disleery, pronto a fare del male a Cain ad ogni costo. Insomma, molte oscure sorprese ci attendono in God Child.
La struttura narrativa di questo manga è episodica. I capitoli non sono solo semplici ripartizioni di convenienza della storia, ma veri racconti quasi a se stanti (che attraversano le tematiche del Giallo, della Ghost Story e del racconto nero). Il filo conduttore della storia si delinea progressivamente, con incidenza variabile, attraverso questi sotto-racconti. A compiere i terribili crimini sui quali Cain è pronto a far luce non sono sempre squilibrati, ma a volte anche le persone più insospettabili, che in realtà covano al loro interno vendette, rancori ed ogni altra sorta di sentimento egoistico possibile.
Passando al personaggio di Cain a volte può sembrare un po’ frivolo o superficiale, ma in realtà è una persona sensibile, che nasconde ancora dentro di sé il turbinio di quelle antiche emozioni legate al suo passato, che ogni tanto lo perseguitano ancora. E' riuscito faticosamente, grazie a Riff e Maryweather, a creare un piccolo mondo felice, mondo che Alexis e Disleery vogliono distruggere a tutti i costi, e per compiere ciò non si faranno certo scrupoli.
A coloro che si accingono, o vorrebbero accingersi a leggere God Child consiglio vivamente di leggere prima i racconti brevi di Kaori Yuki in cui, come ho già avuto modo di accennare in precedenza, ha inizio la saga del conte Cain Hargreaves: "Juliet", "Suoni", "Kafka" e "Il Sigillo", per il semplice fatto che la serie di God Child è semplicemente la loro naturale continuazione. A chi ha già avuto modo di leggere queste storie brevi da me citate, posso solo dare questo semplicissimo consiglio: subordinare la decisione di leggere o meno God Child all'impressione che questi racconti vi hanno dato. Rispetto ai predecessori God Child infatti non rivoluziona nessun elemento strutturale della vicenda, sebbene siano passati diversi anni dalla precedente apparizione delle avventure di Cain. Una cosa è però migliorata, ed in questo il fattore tempo ha giocato un ruolo fondamentale: il disegno, che si attesa ad ottimi livelli. Le tavole sono infatti graficamente più ricche e più curate rispetto ai racconti precedenti, specialmente in confronto ai primissimi.
God Child a mio parere non ha nessun difetto particolare. Ma forse è solo una questione di gusti: potrebbe infatti piacervi alla follia così come, è proprio il caso di dirlo, annoiarvi "a morte".
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