Pilgrim Jäger
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Titolo originale: Pilgrim Jäger
Data di prima pubblicazione originale: 2002
Volumi edizione originale: 6 (conclusa)

Durissima la vita del popolo nel rinascimento italiano. Mentre i nobili ed i ricchi potevano godersi le più belle opere d’arte di sempre, la gente comune viveva nell’incertezza e nell’instabilità causata dalle varie guerre in corso. Come se ciò non bastasse, lo strapotere della chiesa romana si faceva sentire e si correva sempre il rischio di venir presi di mira per diventare protagonisti di uno di quei falò umani che tanto andavano di moda al tempo.
In questo caos sopravvivono due artiste di strada, Adel Nahseed e Karin Atlantic, unite nello scopo di recuperare il denaro per pagare la propria indulgenza per tornare a fare una vita normale.
Le due ragazze, molto diverse fra loro, non sono però due tipi comuni. La prima, allegra e spontanea, è l’ultima discendente di un culto religioso distrutto proprio dalla chiesa mentre la seconda, calma e riflessiva, ha la facoltà di predire il futuro attraverso oggetti che le fuoriescono dalle mani. Le due rendono i propri servizi a chi li richiede, occupandosi addirittura di rendere inoffensive persone indemoniate o possedute da spiriti, cercando però di non attirare l’attenzione del clero.
A loro insaputa, un gruppo di persone al soldo del cardinale Giulio De Medici, sta cercando di riunire le trenta monete, ovvero trenta persone dotate di capacità non umane, per impedire che Roma venga distrutta dai sette peccatori, come afferma una profezia.
E’ ovvio che la vita delle due ragazze, entro breve, sarà ancora meno tranquilla.
A stupirci inizialmente è l’inusuale ricostruzione storica, con tanto di numerose note a spiegare sia la situazione sociale e politica sia le incongruenze stilistiche volute dagli autori (le numerose carrozze, come ci viene detto quasi subito). Pian piano però veniamo storditi dai poteri delle due ragazze e dall’elevato numero dei personaggi storici presenti (e che aumenteranno di sicuro nei volumi a venire).
Un connubio, quello tra ricostruzione fedele e incredibile miscuglio, che credo studiato appositamente per coinvolgere i lettori giapponesi interessati alla storia rinascimentale italiana senza però avere la necessaria cultura di base. Resta da capire quale sia l’effetto di quest’opera sull’italiano medio, che sicuramente ricorderà subito i nomi dei personaggi ma che, a meno che durante le ore di storia alle superiori non sia stato parecchio attento, si ricorderà molto peggio il ruolo storico. Alcuni potranno storcere il naso di fronte a questa scelta narrativa, ma sono sicuro che altri si divertiranno parecchio a spulciare nella propria enciclopedia.
Avendo un solo numero, chiaramente introduttivo, i giudizi non possono che essere abbastanza superficiali. Si nota comunque una certa ricercatezza nella sceneggiatura, che dà adito a ottimismi sul proseguimento della storia.
Il disegno è anch’esso particolare. Spigoloso ed a tratti visionario, accosta un abbondante uso di retini con diversi tratteggi atti a sporcare un po’ la tavola; rende bene l’anomalo accostamento tra periodo di disordini ed elementi soprannaturali, prendendosi a sua volta alcune vistose licenze poetiche.
Efficace nel rendere espressivi i personaggi, perde un po’ in alcune scene d’azione, alle volte poco comprensibili, e nell’anatomia dei corpi, non molto proporzionati.





