Island
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Titolo originale: Island
Data di prima pubblicazione originale: 1997
Nazione di provenienza: Corea (Manwha)
Volumi edizione originale: 7 (conclusa)

La giovane Won Miho, bella intelligente e ricchissima, dopo essere stata lasciata dal proprio fidanzato decide, anche se controvoglia, di prendersi un periodo di riflessione facendo la professoressa nell’isola di Cheju, che secondo varie leggende è popolata da demoni.
La sua “nuova vita” comincia subito col piede sbagliato. Il suo accompagnatore, fermata l’auto in una zona isolata, si rivela essere un demone e cerca di ucciderla, probabilmente per mangiarsela.
La storia sarebbe finita tragicamente se solo non fosse intervenuto un altro strano uomo, dallo sguardo piuttosto insano, armato di una specie di pugnale sacrificale e capace di lanciare incantesimi. Il giovane uccide il demone e salva la ragazza, ma solo per rivelarle che lui stesso è un assassino seriale a cui il demone aveva soffiato una preda e che lei è comunque condannata in quanto, se un demone l’ha cercata per ucciderla, probabilmente lo faranno anche tutti gli altri.
A questo punto la ragazza si salva in corner proponendo all’uomo una cifra considerevole per ogni demone che ucciderà, in modo che lei risulti protetta.
Nonostante la sua malvagità e le sue abilità è pur sempre un uomo, e quindi accetta la proposta.
Il primo volume serve da introduzione, più o meno per presentare i due personaggi e per delineare la base delle loro caratterizzazioni.
La storia quindi per ora non accenna ad una trama di lunga durata, che comincerà nei prossimi volumi, ma tuttavia lascia ben sperare in quanto la sceneggiatura mantiene sempre uno stile piuttosto drammatico e non si perde in gag o sciocchezze di sorta.
Il disegno è molto buono per quanto riguarda i personaggi, sia statici che in movimento. Per quanto riguarda gli sfondi, nonostante non siano poi molti, si raggiunge un buon livello di dettaglio e non si nota alcun appesantimento nell’estetica della tavola.
L’uso di retini piuttosto scuri rende ancora migliore il risultato finale.
Unica pecca, almeno per ora, è la poca cura nel realizzare il look dei demoni che, avendo per ora solo il ruolo di “carne da macello”, risultano piuttosto scialbi e poco originali; non è difficile immaginare che nei prossimi volumi il loro aspetto sarà realizzato con più cura, magari differenziandoli meglio.
In definitiva si tratta di un buon volume introduttivo, forse lievemente ingenuo nelle primissime fasi ma senza cali di stile degni di nota. Se la trama futura sarà in grado di sviluppare bene i presupposti ci troveremo davanti ad un manwha molto interessante.





