Ufo baby
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Titolo originale: Daa! Daa! Daa!
Data di prima pubblicazione originale: 1998

La madre di Miyu Kozuki viene chiamata alla NASA, sarà la prima astronauta giapponese.
Da brava madre parte senza indugi per l'America con suo marito, scienziato pure lui, parcheggiando senza ritegno Miyu a casa del caro amico nonché monaco buddista, Hosho Saionji.
Il monaco vive in un tempio col figlio Kanata, guardacaso coetaneo di Miyu e suo compagno di classe. Inutile dire che Miyu era completamente all'oscuro della cosa e in nemmeno 10 minuti riesce a litigare almeno tre volte con Kanata.
L'ennesima tragica coincidenza (direi fantozziana a questo punto) si palesa quando Saionji-padre viene spedito in India per un pellegrinaggio. Lui, come la madre di Miyu, non ci pensa due volte a partire di corsa lasciando i due ragazzini a dividere da soli la stessa casa.
Ed ora arriva la mazzata finale: dal pianeta Otto, portato da una distorsione spazio-temporale, piomba sui due poveri ragazzi il bimbo Lou, accompagnato dal suo sgangherato alien-sitter Baumiau (si chiama così perché è mezzo cane e mezzo gatto).
Il bimbo scoppia di salute, svolazza a destra e a manca, sa usare la telecinesi e soprattutto elegge Kanata e Miyu a suoi genitori adottivi, aspettando che dal pianeta Otto giungano soccorsi. Peccato che non arriveranno prima di un anno!
Se cercate un manga serio evitate come la peste questo titolo, non ci troverete dentro nulla di innovativo o sorprendente e alla lunga potrebbe risultare noioso. Il target di età mi sembra piuttosto basso. La trama si evolve per piccoli episodi in genere slegati fra loro, la trama generale si evolve solo negli ultimi volumetti. A suo favore si può dire che è disegnato con cura.





