Protagonista un giovane nobile veneziano del 1500 che a causa di un complotto finisce schiavo tra gli Ottomani ma riuscire poi a ricostruirsi una nuova vita meditando vendetta contro coloro che hanno distrutto la sua famiglia.
Nato dalla penna del paraguayano Robin Wood e dalle matite dell'argentino Alberto Salinas, Dago è un raro esempio di fumetto d'autore con una continuity lunga e ben sviluppata. Ottimi disegni sia del compianto Salinas (scomparso nel 2004) che del suo successore Carlos Gomez .
Un fumetto che per intensità, drammaticità e valore dei personaggi rivaleggia con il Ken Parker di Berardi/Milazzo e con il Berserk di Kentaro Miura.
In Italia viene pubblicato sulle pagine dei settimanale Lanciostory delle Eura Editoriale (ora si chiama Aurea Editoriale) a partire dal 1983 per poi cominciare ad essere raccolto in monografico sulla collana Dago Ristampa dal 2002.
La pubblicazione dei capitoli settimanali su rivista prosegue tutt'oggi e dovrebbe essere raggiunta dalla raccolta in volume entro il 2012 (se non ho contato male e se la produzione di Wood procederà regolarmente).
Attualmente il monografico è arrivato al nr.102, uscito a fine Novembre scorso.
I singoli capitoli sono ristampati anche sul settimanale Skorpio con cadenza variabile e sempre con cadenza variabile escono i cartonati monografici di grande formato all'interno della collana Aureacomix.
Vi è poi la serie di albi brossurati a colori e in grande formato: Dago Tuttocolore arrivata al nr.18. Si tratta di un'altra ristampa dei primi capitoli apparsi su Lanciostory.
Esiste inoltre la serie Dago inedito, mensile in formato bonelliano pubblicato dal 1995 sempre dalla Aurea Editoriale. Questa serie pur avendo per protagonista Dago, è slegata dalla continuity dell'opera di Wood. Infatti sono altri autori ad occuparsene con risultati molto inferiori invero.
E' un po' come se al Berserk di Miura fosse affiancato in edicola un altro Berserk scritto da un autore non dello stesso livello.
Il vero Dago è solo quello di Robin Wood!
Volume 1 "Schiavo"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Luglio 2002

Trama:
L'ambientazione è la Venezia dei Dogi che doveva difendersi dall'espansione turca, dai pirati del Mediterraneo e dalle grandi potenze europee come Francia e Spagna. Cesare Renzi è un giovane nobile prossimo al matrimonio con la bella Ginetta che trascorre le sue notti spensierato tra taverne e feste con l'amico Giacomo Barazutti.

Suo padre, uomo fedelissimo alla Repubblica, un giorno scopre un complotto ai danni di Venezia ordito da un gruppo di uomini altolocati. Questi ultimi, rischiando di essere smascherati, ordinano lo sterminio della famiglia Renzi.
Così, mentre i genitori e la sorella di Cesare vengono trucidati, lui finisce pugnalato alle spalle proprio da Giacomo, anch'esso facente parte dei traditori e intenzionato a prendersi Ginetta.
Il giovane cade nella laguna ma, aggrappatosi ad un tronco, riesce a non affogare fino ad essere tratto in salvo da un'inbarcazione turca a largo della città.

"Tratto in salvo" forse non è l'espressione giusta in quanto finisce dritto nelle grinfie di procacciatori di schiavi che lo incatenano e gli dicono che qualunque fosse stata la sua vita precedente ormai è finita perchè adesso è uno schiavo!
Il nobile Cesare Renzi non esiste più, la sua famiglia è stata distrutta inoltre i traditori hanno fatto ricadere sul defunto padre l'accusa di spionaggio disonorando il casato Renzi.
Il giovane in un misto di rabbia, odio e disperazione giura vendetta ma la sua condizione attuale non è che quella di un bestia da lavoro che sarà presto venduta al mercato degli schiavi. Anche il suo nome gli viene tolto, sostituito da quello di "Dago", in virtù della daga che aveva conficcata nella schiena quando è stato trovato.
L'unica luce in una situazione così buia è rappresentata dal vecchio Selim, uno schiavo che prende in simpatia Cesare, anzi Dago, e cerca di insegnargli a sopravvivere trattandolo come un figlio.

La nave giunge ad Algeri, in pieno territorio del potente pirata turco Khaireddin. Dago e Selim vengono venduti ad un ricco e crudele ex capitano di vascelllo ora impossibilitato a muoversi a causa della lebbra. La malattia lo ha reso un mostro nel corpo e nell'anima e la vita al suo servizio è durissima per gli schiavi.
Passa il tempo, un giorno arriva proprio Khaireddin in persona e Dago ha l'arditezza di rubargli una spilla con lo scopo di rivenderla e comperare le medicine per Selim ormai stanco e malato. Il pirata però lo scopre e per punizione lo fa frustare una notte intera senza però riuscire a farsi ridare la spilla. Interviene allora Selim che spiega il motivo per cui Dago ha commesso il furto dopodichè, ormai giunto alla fine, muore tra le braccia di suo "figlio".
<Hai tutto ciò che un uomo può desiderare mentre noi abbiamo solo la nostra amicizia per questo siamo capaci di tanto per essa.> dice il vecchio prima di spirare.
Khaireddin colpito da queste parole, sospende la punizione inflitta al'ex nobile veneziano e lo fa imbarcare su una galera come rematore.

Passa ancora il tempo, Dago ha ormai acquisito l'esperienza necessaria a sopravvivere come schiavo, ha capito che l'astuzia è più importante dell'orgoglio in molte circostanze. Tuttavia non ha certo abbandonato l'idea di fuggire e di vendicarsi, è semplicemente in attesa del momento propizio e nel frattempo si fortifica con il duro lavoro quotidiano e apprende lingue, usi e costumi da tutti coloro con cui riesce a venire in contatto.
La vita a bordo è durissima, incatenato al suo posto, un rematore non conosce che il remo a cui è perennemente aggrappato oltre alle frustate del sanguinario Meraban colui che detta legge sul ponte dei rematori.
Un giorno la nave, mentre si sta dirigendo insieme ad altre verso Cartagena per assaltarla, incontra un veliero dei Cavalieri di Malta, terribili avversari dei Turchi e di Khaireddin stesso. Dago, senza farsi vedere dai suoi aguzzini, riesce ad utilizzare i segnali luminosi del codice della marina veneziana per informare i maltesi sulla direzione verso cui sta andando la flotta turca. I Cavalieri allora organizzano con le loro veloci navi un agguato ai pirati che vengono sterminati proprio in prossimità delle coste spagnole.

Riescono a scamparla solo due navi turche che fanno rotta in tutta fretta verso Algeri. Una di esse è quella su cui si trova Dago e i maltesi si rammaricano di non aver potuto liberare il rematore che con il suo avvertimento ha reso loro possibile la vittoria.
Durante lo scontro l'ex nobile veneziano ha colto l'occasione di uccidere Meraban e di sottrarre alcune monete d'oro ad un ufficiale. Un'altra minaccia però incombe su di lui, questa volta sotto forma di donna: si tratta della figlia del sultano di Bagdad salita a bordo durante uno scalo per essere condotta al matrimonio con un ricco comandante ottomano che la chiuderà nel suo harem senza farla più uscire.
Frustrata per il destino che l'attende, pensa di sfogarsi su Dago, prima invitandolo nel suo letto e poi facendolo uccidere. Un sistema già usato con molti altri uomini ma il nostro riesce a salvarsi con l'aiuto del medico giudeo che accompagna la donna. Infatti, grazie ad una medicina versata nel vino finisce per essere indisposta e rinunciare al suo "passatempo".

Giunti ad Algeri, Dago usa le monete di cui è entrato in possesso per convincere una delle guardie a sbarcarlo e a farlo lavorare sulla terraferma. Finisce così a fare lo schiavo nel palazzo di un nobile turco inviso a Khaireddin che si trova in un'oasi al di fuori della città, in pieno deserto. Lì quello che era stato un nobile e poi un umile rematore, utilizza tutta il carisma acquisito per imporsi sugli altri schiavi.
<Io sono Muledh e comando tra gli schiavi! Chi mi affronta se ne pente> dice un ergumeno al nuovo arrivato.
<Perdi il tuo tempo con me barile di grasso. Sputo su te e tua madre semmai ne hai avuta una!> risponde Dago che poi lo atterra e dice:
<Che questo serva di lezione a tutti. Mi chiamo Dago e qui comando io>.
Con il tempo comincia così ad organizzare con i compagni-sottoposti un commercio sotterraneo derivante da furti e truffe ai danni dei beni del padrone. Ben presto mette in piedi anche un giro di prestiti e intrallazzi con le guardie fino a diventare il vero "padrone" non ufficiale di quell'oasi.
Rimane comunque uno schiavo anche se sente che il momento del riscatto non è più lontano.
Un giorno, mentre si trova ad Algeri per delle commissioni (e per affari della sua tresca) vede una ragazza spagnola prigioniera e incatenata in una piazza. Si chiama Maria de Torres e il giorno dopo sarà lapidata per avere rifiutato le attenzioni di un capitano polacco rinnegato, al servizio dei turchi.

Dago, cedendo all'imprudenza e al suo istinto di uomo giusto, la libera nella notte, le taglia i capelli e la porta con se fuori Algeri sotto le mentite spoglie del garzone Manuel…
Commento:
Da tutti coloro che hanno letto Dago ho sentito un unico commento: capolavoro! In questo primo numero il personaggio sta ancora formandosi ma è già evidente l'accuratezza della ricostruzione storica, la durezza dei dialoghi e delle scene oltre ad un intreccio della storia che penso proprio sarà sempre più elaborato.
Magnifico
Ho provato a cercare eventuali commenti alla serie di Dago già presenti nel forum e ho trovato questo:
Fantomius, il 24 February 2004 - 12:42 PM, dice:
Messaggio modificato da Tuatara il 15 December 2010 - 07:33 AM












































































































































