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Dago


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#1 Tuatara

Tuatara

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Inviato 14 December 2010 - 13:50 PM

Finalmente ho cominciato a leggere quello che a detta di molti è uno dei migliori fumetti al mondo: Dago il giannizzero nero!

Protagonista un giovane nobile veneziano del 1500 che a causa di un complotto finisce schiavo tra gli Ottomani ma riuscire poi a ricostruirsi una nuova vita meditando vendetta contro coloro che hanno distrutto la sua famiglia.

Nato dalla penna del paraguayano Robin Wood e dalle matite dell'argentino Alberto Salinas, Dago è un raro esempio di fumetto d'autore con una continuity lunga e ben sviluppata. Ottimi disegni sia del compianto Salinas (scomparso nel 2004) che del suo successore Carlos Gomez .

Un fumetto che per intensità, drammaticità e valore dei personaggi rivaleggia con il Ken Parker di Berardi/Milazzo e con il Berserk di Kentaro Miura.

In Italia viene pubblicato sulle pagine dei settimanale Lanciostory delle Eura Editoriale (ora si chiama  Aurea Editoriale) a partire dal 1983 per poi cominciare ad essere raccolto in monografico sulla collana  Dago Ristampa dal 2002.
La pubblicazione dei capitoli settimanali su rivista prosegue tutt'oggi e dovrebbe essere raggiunta dalla raccolta in volume entro il 2012 (se non ho contato male e se la produzione di Wood procederà regolarmente).
Attualmente il monografico è arrivato al nr.102, uscito a fine Novembre scorso.
I singoli capitoli sono ristampati anche sul settimanale Skorpio con cadenza variabile e sempre con cadenza variabile escono i cartonati monografici di grande formato all'interno della collana Aureacomix.
Vi è poi la serie di albi brossurati a colori e in grande formato: Dago Tuttocolore arrivata al nr.18. Si tratta di un'altra ristampa dei primi capitoli apparsi su Lanciostory.

Esiste inoltre la serie Dago inedito, mensile in formato bonelliano pubblicato dal 1995 sempre dalla Aurea Editoriale. Questa serie pur avendo per protagonista Dago, è slegata dalla continuity dell'opera di Wood. Infatti sono altri autori ad occuparsene con risultati molto inferiori invero.
E' un po' come se al Berserk di Miura fosse affiancato in edicola un altro Berserk scritto da un autore non dello stesso livello.
Il vero Dago è solo quello di Robin Wood! :gia:

Volume 1 "Schiavo"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Luglio 2002

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Trama:

L'ambientazione è la Venezia dei Dogi che doveva difendersi dall'espansione turca, dai pirati del Mediterraneo e dalle grandi potenze europee come Francia e Spagna. Cesare Renzi è un giovane nobile prossimo al matrimonio con la bella Ginetta che trascorre le sue notti spensierato tra taverne e feste con l'amico Giacomo Barazutti.

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Suo padre, uomo fedelissimo alla Repubblica, un giorno scopre un complotto ai danni di Venezia ordito da un gruppo di uomini altolocati. Questi ultimi, rischiando di essere smascherati, ordinano lo sterminio della famiglia Renzi.
Così, mentre i genitori e la sorella di Cesare vengono trucidati, lui finisce pugnalato alle spalle proprio da Giacomo, anch'esso facente parte dei traditori e intenzionato a prendersi Ginetta.
Il giovane cade nella laguna ma, aggrappatosi ad un tronco, riesce a non affogare fino ad essere tratto in salvo da un'inbarcazione turca a largo della città.

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"Tratto in salvo" forse non è l'espressione giusta in quanto finisce dritto nelle grinfie di procacciatori di schiavi che lo incatenano e gli dicono che qualunque fosse stata la sua vita precedente ormai è finita perchè adesso è uno schiavo!
Il nobile Cesare Renzi non esiste più, la sua famiglia è stata distrutta inoltre i traditori hanno fatto ricadere sul defunto padre l'accusa di spionaggio  disonorando il casato Renzi.

Il giovane in un misto di rabbia, odio e disperazione giura vendetta ma la sua condizione attuale non è che quella di un bestia da lavoro che sarà presto venduta al mercato degli schiavi. Anche il suo nome gli viene tolto, sostituito da quello di "Dago", in virtù della daga che aveva conficcata nella schiena quando è stato trovato.
L'unica luce in una situazione così buia è rappresentata dal vecchio Selim, uno schiavo che prende in simpatia Cesare, anzi Dago, e cerca di insegnargli a sopravvivere trattandolo come un figlio.

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La nave giunge ad Algeri, in pieno territorio del potente pirata turco Khaireddin. Dago e Selim vengono venduti ad un ricco e crudele ex capitano di vascelllo ora impossibilitato a muoversi a causa della lebbra. La malattia lo ha reso un mostro nel corpo e nell'anima e la vita al suo servizio è durissima per gli schiavi.

Passa il tempo, un giorno arriva proprio Khaireddin in persona e Dago ha l'arditezza di rubargli una spilla con lo scopo di rivenderla e comperare le medicine per Selim ormai stanco e malato. Il pirata però lo scopre e per punizione lo fa frustare una notte intera senza però riuscire a farsi ridare la spilla. Interviene allora Selim che spiega il motivo per cui Dago ha commesso il furto dopodichè, ormai giunto alla fine, muore tra le braccia di suo "figlio".

<Hai tutto ciò che un uomo può desiderare mentre noi abbiamo solo la nostra amicizia per questo siamo capaci di tanto per essa.> dice il vecchio prima di spirare.
Khaireddin colpito da queste parole, sospende la punizione inflitta al'ex nobile veneziano e lo fa imbarcare su una galera come rematore.

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Passa ancora il tempo, Dago ha ormai acquisito l'esperienza necessaria a sopravvivere come schiavo, ha capito che l'astuzia è più importante dell'orgoglio in molte circostanze. Tuttavia non ha certo abbandonato l'idea di fuggire e di vendicarsi, è semplicemente in attesa del momento propizio e nel frattempo si fortifica con il duro lavoro quotidiano e apprende lingue, usi e costumi da tutti coloro con cui riesce a venire in contatto.

La vita a bordo è durissima, incatenato al suo posto, un rematore non conosce che il remo a cui è perennemente aggrappato oltre alle frustate del sanguinario Meraban colui che detta legge sul ponte dei rematori.
Un giorno la nave, mentre si sta dirigendo insieme ad altre verso Cartagena per assaltarla, incontra un veliero dei Cavalieri di Malta, terribili avversari dei Turchi e di Khaireddin stesso. Dago, senza farsi vedere dai suoi aguzzini, riesce ad utilizzare i segnali luminosi del codice della marina veneziana per informare i maltesi sulla direzione verso cui sta andando la flotta turca. I Cavalieri allora organizzano con le loro veloci navi un agguato ai pirati che vengono sterminati proprio in prossimità delle coste spagnole.

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Riescono a scamparla solo due navi turche che fanno rotta in tutta fretta verso Algeri. Una di esse è quella su cui si trova Dago e i maltesi si rammaricano di non aver potuto liberare il rematore che con il suo avvertimento ha reso loro possibile la vittoria.

Durante lo scontro l'ex nobile veneziano ha colto l'occasione di uccidere Meraban e di sottrarre alcune monete d'oro ad un ufficiale. Un'altra minaccia però incombe su di lui, questa volta sotto forma di donna: si tratta della figlia del sultano di Bagdad salita a bordo durante uno scalo per essere condotta al matrimonio con un ricco comandante ottomano che la chiuderà nel suo harem senza farla più uscire.

Frustrata per il destino che l'attende, pensa di sfogarsi su Dago, prima invitandolo nel suo letto e poi facendolo uccidere. Un sistema già usato con molti altri uomini ma il nostro riesce a salvarsi con l'aiuto del medico giudeo che accompagna la donna. Infatti, grazie ad una medicina versata nel vino  finisce per essere indisposta e rinunciare al suo "passatempo".

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Giunti ad Algeri, Dago usa le monete di cui è entrato in possesso per convincere una delle guardie a sbarcarlo e a farlo lavorare sulla terraferma. Finisce così a fare lo schiavo nel palazzo di un nobile turco inviso a Khaireddin che si trova in un'oasi al di fuori della città, in pieno deserto. Lì quello che era stato un nobile e poi un umile rematore, utilizza tutta il carisma acquisito per imporsi sugli altri schiavi.

<Io sono Muledh e comando tra gli schiavi! Chi mi affronta se ne pente> dice un ergumeno al nuovo arrivato.
<Perdi il tuo tempo con me barile di grasso. Sputo su te e tua madre semmai ne hai avuta una!> risponde Dago che poi lo atterra e dice:
<Che questo serva di lezione a tutti. Mi chiamo Dago e qui comando io>.

Con il tempo comincia così ad organizzare con i compagni-sottoposti un commercio sotterraneo derivante da furti e truffe ai danni dei beni del padrone. Ben presto mette in piedi anche un giro di prestiti e intrallazzi con le guardie fino a diventare il vero "padrone" non ufficiale di quell'oasi.

Rimane comunque uno schiavo anche se sente che il momento del riscatto non è più lontano.
Un giorno, mentre si trova ad Algeri per delle commissioni (e per affari della sua tresca) vede una ragazza spagnola prigioniera e incatenata in una piazza. Si chiama Maria de Torres e il giorno dopo sarà lapidata per avere rifiutato le attenzioni di un capitano polacco rinnegato, al servizio dei turchi.

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Dago, cedendo all'imprudenza e al suo istinto di uomo giusto, la libera nella notte, le taglia i capelli e la porta con se fuori Algeri sotto le mentite spoglie del garzone Manuel…

Commento:
Da tutti coloro che hanno letto Dago ho sentito un unico commento: capolavoro! In questo primo numero il personaggio sta ancora formandosi ma è già evidente l'accuratezza della ricostruzione storica, la durezza dei dialoghi e delle scene oltre ad un intreccio della storia che penso proprio sarà sempre più elaborato.
Magnifico :brill:

Ho provato a cercare eventuali commenti alla serie di Dago già presenti nel forum e ho trovato questo:

Visualizza messaggioFantomius, il 24 February 2004 - 12:42 PM, dice:

Sto seguendo Dampyr e devo dire che mi piace parecchio :angry: inoltre non manga trovo molto molto bello Dago di Robin Wood. :rolleyes:

Messaggio modificato da Tuatara il 15 December 2010 - 07:33 AM

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#2 Tuatara

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Inviato 15 December 2010 - 11:53 AM

Volume 2 "Il Nemico di Hussein Bey"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Agosto 2002

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Trama

Il destino ha deciso di continuare ad essere crudele con Dago. Un gruppo di sicari di Khaireddin, travestiti da Beduini, attaccano il palazzo del suo padrone per ucciderlo. Nell'azione vengono trucidati anche tutti gli schiavi, compresa la giovane Maria che il veneziano aveva appena cominciato ad amare.
Unico a sopravvivere, Dago non fugge ma resta per seppellire i suoi compagni fino all'arrivo di un gruppo di giannizzeri che pensano di destinarlo alla terribile pesca delle sanguisughe.

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Durante la successiva traversata del deserto lo schiavo è come svuotato da ogni sentimento, ha perso di nuovo tutto e sembra che ormai nulla gli importi. E' però una donna a risvegliarlo dal suo torpore: si tratta della bellissima Miramandi, una giovane destinata ad essere condotta in sposa a Khaireddin. I due fuggono nel deserto ma crollano per la fatica e vengono ripresi. Miramandi subisce l'ira del capo dei pirati che la fa gettare in mare mentre Dago viene mandato sull'isola controllata da Jemal Hafad a pescare sanguisughe.


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Si tratta di un lavoro orrendo in quanto gli schiavi sono costretti ad attraversare su e giù una palude per tutto il giorno. Ogni volta che riemergono le sanguisughe attaccatesi al loro corpo vengono raccolte e ogni volta quei disgraziati versano un tributo di sangue fino a diventare sempre più cianotici e deboli.

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La morte sembra ormai un destino che arriverà lento e inesorabile ma Dago in quella situazione terribile riesce a stringere amicizia con altri due schiavi: Donato, un veneziano come lui e Kiriatos, un enorme greco a cui Jemal ha fatto mozzare la lingua. I tre hanno la fortuna di essere assegnati allo scavo delle fosse per i cadaveri. Per loro ogni giorno non c'è putrefazione e odore di morte ma almeno sono lontani dalle sanguisughe  e possono pian piano riprendere le forze.

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Donato ad un certo punto comincia a non farcela più e tenta di fuggire. Inseguito, raggiunto e ucciso, la sua morte è un altro duro colpo per Dago. I guai più grandi però devono ancora cominciare: sull'isola si diffonde la peste e a Khaireddin non sembra vero di poter mettere quel luogo in quarantena proprio quando vi si trova il suo nemico Hussein Bey! Si tratta di un anziano altolocato, politicamente vicino al sultano e quindi non facile da eliminare per il pirata. Hussein era venuto a trovare il suo vecchio amico Jemal Hafad ma finisce per trovarsi bloccato in un Inferno.

Gli uomini infatti cominciano a sospettare gli uni degli altri e chiunque sembri avere i primi sintomi della malattia viene immediatamente ucciso. Dago e Hussein decidono di collaborare per sopravvivere. Di fronte ad un'avversità comune non conta essere schiavo o padrone.
Infine riescono a sopravvivere soltanto loro due perchè anche il possente Kiriatos ha dovuto cedere alla peste e il veneziano, dopo aver perso l'ennesimo amico, si chiude ancor più in se stesso diventano un ammasso di odio e rancore.

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Hussein che lo stima e rispetta, lo porta al suo palazzo come schiavo ma non c'è pace perché Khaireddin sta ancora meditando di eliminare il rivale.
Il pirata cerca di costringerlo a separarsi da sua figlia ordinando di concederla ad un nipote del sultano. Il prevedibile rifiuto di Hussein sarebbe stato visto dal sovrano come un affronto alla sua persona dando così il pretesto a Khaireddin per ucciderlo.  Dago però riesce a sventare il complotto conducendo con l'inganno quel nipote direttamente nell'harem del pirata e mettendolo così in grave imbarazzo. Anzi, altro che imbarazzo, la pena per chi viola un harem è la morte ma trattandosi di un parente stretto del sultano,  Khaireddin non può far altro che rimandarlo a Costantinopoli.

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Vengono allora inviati ad assassinare Hussein gli Uomini della Luna Nera, un gruppo di sicari che agisce nella notte. Ancora una volta però è Dago a sventare la minaccia riuscendo ad avvertire in tempo il suo padrone. Quest'ultimo allerta i suoi fedeli guerrieri sudanesi che affrontano e uccidono i sicari.

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Algeri ormai non è più sicura, Hussein quindi prende i suoi sottoposti e insieme a sua figlia e a Dago parte verso il deserto…

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Commento

La vita di Dago si evolve in continuazione. Il personaggio attraversa momenti di gioia come di dolore cogliendo ogni fortuna che riesce ad afferrare e cercando di sopravvivere in tutti i modi alla sventure. Il lento cambiamento caratteriale conseguente alle dure esperienze ha ormai cancellato l'uomo che un tempo era stato Cesare Renzi.
Tutto molto, molto bello.
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#3 Tuatara

Tuatara

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Inviato 19 December 2010 - 11:46 AM

Volume 3 "Un Grido nel deserto"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Settembre 2002

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Trama

Con questo ho letto trecento pagine ma già sembrano duemila. Ci sono così tanti accadimenti che ci vuole troppo per sintetizzarli. Robin Wood di sicuro è un grande affabulatore.
Perchè ho aspettato tanto per recuperare questa serie? :dipietra:

Citazioni qua e là:

"Avanzano tranquilli, pur nella fatica della marcia. Avanzano nella polvere, nel tintinnio delle armi, nella promessa del sangue"
(Dago guida i guerrieri sudanesi di Hussein contro i giannizzeri di Khaireddin)
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"Dago lo schiavo passa sotto il balcone indifferente. Ha gli occhi pieni di notte e le mani nere di sangue secco"
(Il ritorno a palazzo dopo la battaglia)
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"Non ricordo altro che schivitù…Come fosse stata la mia sola vita…Ma non è così io sono stato diverso. Non sono sempre stato Dago lo schiavo anche se ora lo sono e forse per sempre. Anche se non riuscirò mai a togliermi di dosso questa pelle.
E io odio questa pelle, odio Dago, odio la sua durezza, la sua astuzia, la sua capacità di sopravvivere a qualunque costo… Che Dio abbia pietà di me"
(Un momento di sconforto)
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"Scordi che io non lotto con grandi spade taglienti? Io sono un realista e tu…Sei morto!"
"<Eri un traditore Imam ma un traditore di poco conto. Tutto ciò che hai fatto è stato tradire te stesso e ne hai ricavato una tomba…Se te la daranno>"
(L'uccisione dei traditori sudanesi che volevano rapire la figlia di Hussein)
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"Non ha smesso di cantare per tutto il cammino come fosse immune alla fatica, al calore infernale, alla sabbia rovente che sembra volerlo divorare. Non ha smesso un istante."
(Dago cede alla follia nel deserto dopo essere stato fatto prigioniero dai Beduini)
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"L'odio è un sentimento nuovo per Orbashà. Un sentimento nuovo e sgradevole che avvelena i suoi giorni e da un sapore amaro ad ogni cosa.
Ha provato disprezzo per i nemici, lealtà per gli amici, ruvido affetto per le donne. L'odio no, un sentimento indegno per un leone del deserto.
Ma l'dio è lì, desiderato o no, incastonato come un diamante opaco nel suo petto"

"<Il peggio è che gli devo la vita. Non fosse stato per lui Mustafa Bey ora starebbe portando la mia testa al Barbarossa…per di più non è avido, non discute gli ordini, combatte bene, è un guerriero perfetto.
E' la sua disumanità a scuotermi, non ha sentimenti, non ha vita, come si può confidare in un morto vivente? Il suo posto è nella tomba non qui>"
(Orbashà capo dei Beduini prova, ammirazione e repulsione per Dago, diventato uno dei suoi uomini)
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"<Guarda e pensa Dago, c'è sempre un disgraziato che sta peggio di te. Smettila di provare pena per te stesso e cerca di sentirla per coloro che la meritano davvero>"
(Dago dimostra la sua lealtà a Orbashà facendosi catturare per permettere al capo dei Beduini di fuggire ma nelle prigioni della città di Bikra trova l'Inferno)
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"La notte scende su Bikra, una fragrante notte africana che porta con se un po' del calore del giorno. Una notte iena di latrati lontani di cani, di stelle…Una notte che ha odore di disgrazia. Notte di misteri, di sangue versato in silenzio senza il sollievo di un grido. Notte di presentimenti…"
(Orbashà attacca Bikra col favore delle tenebre per liberare Dago. Si è reso conto di essere tanto scosso da lui perché lo considera un amico)
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"<Io non ho sogni grandiosi come i tuoi. Ho una vendetta da compiere, ci sono quattro morti nel mio futuro>"
(Dago rifiuta l'offerta di unirsi permanentemente agli uomini di Orbashà ma lo seguirà comunque nell'immente battaglia contro i turchi)
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"<Rido del tuo gesto e delle tue parole. Sono parole per chi ha la bocca più grande del cuore. Credi di parlare di coraggio e parli sono di carneficine>"
(Il duello verbale prima di quello fisico con Oul Audin capo dei Tuareg)
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#4 Tuatara

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Inviato 21 December 2010 - 14:36 PM

Volume 4 "Un Fantasma che uccide"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Ottobre 2002

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"<Il mio sangue è debole solo quando si parla di uccidere degli innocenti>
<Gli innocenti non esistono Dago, esiste soltanto la vittoria>
<Non, non è vero. Gli innocenti esistono. Esistono e soffrono per mano degli altri…Le vittime esistono…La mia famiglia è esistita…>
(Il capo dei Tuareg e Dago prima di mettere a ferro e fuoco una città dei turchi)
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"L'attacco finale comincia all'alba, alla prima rossa pennellata del sole. E quando il rosso del sole si trasforma in oro il sangue, il sangue crea una nuova alba."
(I guerrieri del deserto attaccano)
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"Mosche. Verdi mosche dell'Africa. Creature immortali sopravvissute a tutti gli imperi. Sono qui. Ronzano intorno ai futuri morti e Dago chiude gli occhi accecato dal sole, le labbra secche e rotte, la pelle calcinata. Tutto il suo corpo non è che una vuota rovina.
(Dago  è prigioniero dei Giannizzeri)
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"Algeri si sveglia bianca contro il mare che erode le sue rive secolo dopo secolo. Nella nebbia del mattino la città dei corsari è una specie di fantasma che si scuote sotto il primo colpo di frusta dato ad uno schiavo. Per le strade turchi di Smirne, viandanti di Tripoli, Armeni, Persiani, Giudei, Greci, Arabi, schiavi del Sudan e della Libia…"
(Dago, travestito da Giannizzero cerca ad Algeri un'imbarcazione per fuggire)
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"<Fermo Amurian. Questa lama è abbastanza affilata da tagliare il ferro. Figurati la gola di un maiale come te. Quindi non mi tentare>"
(Dago sceglie di trasformarsi da preda in cacciatore…)
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"<Che pensi di questo cristiano?>
<Niente. Da quando in qua è compito di uno schiavo pensare? Uno schiavo guarda, ascolta e obbedisce. E' questo quel che faccio signore.>
<Attento allo schiavo Aturk Pashà. E' un animale pericoloso lo sento…>"
(Dago è di nuovo uno schiavo ma il suo spirito non si è ancora arreso)
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"<E qui nobile signore è dove si preparano i barili di polvere (da sparo). Sarà meglio che le tue guardie aspettino di fuori e che tu ti liberi di tutto il metallo che porti. Basterebbe una scintilla e…>
<Non spiegare a me cosa è la polvere idiota. Sono nato masticandola.>
(Khaireddin, il capo dei pirati, fa visita alla polveriera di Algeri non sapendo che sta cadendo in una trappola)
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"<Mostrami la strada!>
<Con piacere ma dovrai portarmi. Io non posso camminare>
<Io portare uno schiavo? Dimentichi con chi stai parlando>
<Con un idiota pedante che presto sarà morto se continua a pensare alla sua inutile dignità>
<hmm. Bel discorso schiavo, bel discorso. Ora sbrighiamoci, forse sono un idiota ma vorrei continuare ad essere un idiota vivo.>
(Khaireddin e Dago fuggono insieme dalla polveriera)
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"<Maledetta sfortuna avrei potuto farmi salvare da uno schiavo più magro. Pesi come un bue>
<Ringrazia il Cielo eccelso signore. Meglio avere sulla schiena le natiche di uno schiavo che un coltello>
(Sventato il complotto, Khaireddin si sdebita con Dago donandogli la libertà e una nuova vita)
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"Così lo schiavo è entrato nel palazzo di Algeri. Tra il sangue, la violenza e quell'odore immondo. Dentro di se ha intatta la sua furia.
(Dago diventerà un giannizzero e andrà a Costantinopoli. Khaireddin lo rispetta e lo teme e preferisce che gli stia lontano)
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"<Tutto ciò che avevo è stato distrutto. Non mi resta che la vendetta>
<Pietà io..>
<Considerati fortunato Kalandrakis. Sarai l'unico a morire in modo rapido e pulito. Non perché tu sia migliore ma perché le circostanze mi impediscono di darti ciò che meriti>"
(Il caso ha fatto sì che Dago incontrasse uno dei cospiratori contro la famiglia Renzi. Si tratta del greco che a Venezia faceva da spia per i turchi)
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#5 Tuatara

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Inviato 24 December 2010 - 08:17 AM

Volume 5 "Addio all'Africa"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Novembre 2002

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"<Sono Dago il rinnegato, Dago che ha venduto l'anima al diavolo per vivere un po' di più…Ma questo po' di vita mi serve. Tre degli assassini della mia famiglia sono ancora vivi e io non posso permettermi di morire prima di essermi vendicato>"
(Dago riflette mentre è sul ponte della nave che lo sta portando a Costantinopoli. Non è più uno schiavo ma ha dovuto giurare obbedienza al sultanato)
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"<Avanti figli miei! Chi mi porterà più teste sarà il più degno! Chi seminerà più morte sarà il più benedetto!>"
(Un pirata arabo di Tripoli mentre attacca la nave di Dago)
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"<Non voglio che ti facciano del male. Sei davvero deciso a lottare per un miserabile schiavo?>
<Posso spiegare i colori ad un cieco? Non li capirebbe>
<Torna Dago…Torna vivo.>
(Dago e la misteriosa
Spoiler
parlano prima che il giannizzero affronti un duello)
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"<Dicono che era uno schiavo…>
<Lo era…Ha lavorato nelle miniere, nella pesca alle sanguisughe, nel deserto…Nessuno sa come come sia ancora vivo>
<Ha salvato la vita al Barbarossa (Khaireddin) per questo lo mandano a Costantinopoli>.
<Già Barbarossa non ha voluto vicino a sé un simile demonio e il miglior modo per sbarazzarsene era mandarlo a servire il sultano>.
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"<Non mi servono scuse. Di a Osaman Bey che sarò con lui. I maledetti divideranno pane e maledizione.>"
(Dago accetta l'invito a cena del temuto Osaman Bey)
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"Due colpi lievi con quelle mani ossute e tutti gli sguardi si concentrano su quella donna, sui suoi movimenti felini. Persino Dago ha sentito il sangue infiammarsi di fronte a quelle forme>
(La giovane moglie del visir di Tesiria sarà il principio di una tragedia)
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"<Nessuno parla, dividono un silenzio affascinato e non staccano gli occhi da quel punto all'orizzonte. Persino lui, l'uomo più misterioso e sinistro del creato, si volge verso quella calamita che attrae tutti gli sguardi. E per un attimo sente l'impatto di quella grandezza…>
(Dago giunge in vista di Costantinopoli)
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Inviato 31 December 2010 - 13:36 PM

Volume 6 "Il Giannizzero Nero"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Dicembre 2002
  
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"I Giannizzeri sono la nobiltà dei guerrieri. I più duri, i più valorosi, i migliori. L'oro piove su di loro e la grazia del sultano li benedice. Il loro orgoglio è fiero ed essi disprezzano tutto ciò che è al di fuori del loro universo di privilegi"
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"Tra i due uomini un'amicizia aspra, brutale, senza concessioni al sentimento. Si limitano a dividere un certo periodo di tempo senza analizzarlo."
(Dago ha trovato tra i giannizzeri qualcuno che può quasi chiamare amico)
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"<Guerra, il sultano vuole la guerra…Che idiozia! A che serve la guerra? Porta solo morti, sprechi, dolore, vedove, caos. Ma il sultano parla di gloria! Un sudario d'oro per cadaveri e rovine>"
(Il Gran Visir Ibrahim teme le conseguenze dell'imminente campagna turca contro l'Europa)
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"<Vuoi dire che mi hai salvato la vita? Bene ora sei sotto la mia protezione e…>
<Stai delirando! Senza di me ora saresti morto e tu che non sai proteggere te stesso vorresti proteggere me! No grazie, farò da solo>"
(Il Visir, braccio destro del sultano conduce una guerra segreta di sotterfugi con la prima moglie del sovrano. L'uomo scopre il valore di Dago)
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"<Per favore nobile signore che abbiamo fatto? Guarda il mio bambino è nato da poco. Quale orrendo crimine può aver commesso per essere punito con la morte. Pietà almeno per lui>
<Uccidi quella cagna Dago, uccidila!>
<Madre mia, così ti hanno uccisa gli assassini? Forse anche tu hai chiesto pietà ma nessuno ti ha ascoltato…>"
(Dago deve scegliere se obbedire ad un ordine crudele)
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"E il giannizzero si ribella alla furia che vuole spegnere l'unica luce in tante tenebre.
<Alzati donna e prosegui, non ti raggiungeranno te lo giuro. Prosegui! Non aspettare…Nel nome santo di Dio, muoviti, corri!>"
(Dago cerca di salvare una famiglia indifesa e con essa la sua anima)
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"<Anche il leggendario Mohamed ha il tempo di sedersi e meditare. Almeno è umano.>
<Ti burli di me cristiano?>
<anch'io a volte ho bisogno di sedermi. Per un soldato i rari momenti di pace sono un dolce che si scioglie presto in bocca. No Mohamed non mi burlo di te.>"
(Dago conosce un altro guerriero valoroso quanto lui)
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#7 Tuatara

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Inviato 06 January 2011 - 12:20 PM

Volume 7 "Alla corte di Vlad Tepes"
Testi: Robin Wood
Disegni: Alberto Salinas
Pubblicato: Gennaio 2003
  
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"<Ah mi sfidi? Divertente…Non ti ucciderò rinnegato. L'Inverno sarà lungo e noioso e mi divertirò con te. Preparati rinnegato, prima che le nevi si sciolgano mangerai i resti di cibo che io butterò sul pavimento per te>"
(Dago è prigioniero del crudele Vlad Tepes in Valacchia)
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"La paglia è dura e amara sotto i denti ma lui la morde con grugniti dementi…La sua testa sanguina dopo che l'ha picchiata contro il muro"
(Dago sta passando un autunno infernale)
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"<No, non lo dimentico ma tu non hai mai saputo chi sono io e oggi avrai una sorpresa. Scoprirai che ci sono uomini duri e astuti come te e uno sono io.>"
(Dago ribalta la situazione con Vlad Tepes cogliendo l'occasione di porlo alla sua mercé)
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"<Il tuo corpo è pieno di cicatrici, non hai quasi un solo pollice di pelle senza tagli o bruciature>
<Sì ho avuto molti nemici ma sono quasi tutti morti>
(Una donna pericolosa è giunta al castello di Vlad…)
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"Occhi diabolici che brillano di una fosforescenza irreale, pieni di ironia feroce e della crudeltà più inconcepibile. Vlad Tepes volvoda della Valacchia, terrore dei nemici e degli amici. Nessuna leggenda supera in orrore la sua."
(Un uomo estremamente sanguinario ma ora tra lui e Dago c'è una sorta di rispetto)
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"<Guarda, non è facile trovare gemelle di tanta bellezza eh? Il padre e i fratelli sono la fuori..Loro andranno nell'harem di Ahmed Bey>"
(Ahmed Bey è uno dei quattro uomini contro cui vuole vendicarsi Dago. Ora è un potente diplomatico ma il giannizzero può finalmente giungere a lui)
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"<Addio Dago, anzi Cesare Renzi. Raggiungi i tuoi>"
(Ahmed Bey scopre il suo nemico e tenta di eliminarlo per primo ma sarà lui a fare una brutta fine.)
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"<Tu non sei umano conte, credo che nessun demonio si possa paragonare a te>
<Non essere retorico, io amo la morte sì ma tu, da parte tua, sei un morto. Vivi per la vendetta, senza amici, senza patria, senza piacere. Usi gli uomini e le donne per la tua convenienza e ti crogioli in un lago di sangue e di odio. A volte mi chiedo…Chi è il vero demonio Dago? Io o tu?>"
(Dago sta per lasciare il castello di Vlad per unirsi alle truppe ottomane che vanno ad assediare Vienna)
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"<Farei un patto con te con lo stesso piacere con cui toccherei le chiappe ad un maiale, rinnegato!>
<Bè tua madre deve averci provato per averti partorito>"
(Dago libera da un feroce turco dei prigionieri che forse non meritavano tanta attenzione…)
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"<Fermi cani! Sono un ufficiale del sultano e questa donna è al mio servizio. Chi la tocca deve poi mangiarsi le mani>"
(Dago e una ragazza che ha preso a seguirlo come aiutante, incontrano un gruppo di Akinjis, soldati irregolari turchi autori di crudeli razzie)
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"<Insegnarti a combattere? Contro i miei? Sei pazzo!>
<Loro non sono i tuoi, i tuoi sono quelli che scegli>
<Taci!>
<Come vuoi ma ho detto solo ciò che anche tu senti e come farai a zittire la tua anima?>"
(Dago finisce in un villaggio di contadini che ha bisogno di aiuto)
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"<Pietà nobile signore non farlo. Risparmia i miei genitori e sarò la tua schiava>
<Porta la ragazza nella mia tenda Karl ma prima impicca i suoi genitori davanti a lei. Forse così capirà che un vinto non può dettare condizioni>"
(L'esercito turco è giunto alle porte di Vienna ma sta perdendo. Gruppi di mercenari approfittano del caos per uccidere e depredare chiunque)
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"<No questa volta dovrai rispondermi. Voglio saperlo! Valgo tanto per te?>
<Sì, vuoi saperlo? Sì! Vali tanto per me!>"
(Dago e la sua aiutante)
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Il vero Vlad Tepes:

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Gli aneddoti sull'impalatore della Valacchia della tradizione orale rumena sono racconti dell'orrore che superano i maestri del cinema moderno :sudofreddo:

L'Impero Ottomano e la sua espansione:
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Comunque Wood all'inizio della sua opera non seguiva scrupolosamente le date e lo svolgimento degli eventi storici. L'assedio di Vienna ad esempio ci fu nel 1529 mentre Vlad Tepes visse nella seconda metà del XV° secolo. Diciamo che l'autore si è ispirato alla Storia per creare un fumetto di genere medioevale-realistico stile primo Berserk. A differenza di quest'ultimo però in seguito non prenderà una piega fantasy ma diverrà invece molto più fedele ai fatti accaduti realmente. Almeno così mi hanno detto i lettori navigati di Dago.
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#8 Tuatara

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Inviato 28 January 2011 - 20:58 PM

Letto il vol.10 (spoiler)

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Sono successe diverse cose. Dago, dopo una missione in Abissinia, sta tornando a Costantinopoli risalendo il Nilo. Giunge così in una cittadina portuale governata dai tre anziani che l'hanno fondata:

"La grande sala è in penombra e vi regna un silenzio assoluto. Le pallide figure dei tre vecchi sembrano quasi luminose.
<Ti diamo il benvenuto uomo del sultano. Chiedi ciò che vuoi e saremo onorati di dartelo.>
<Mi serve solo un letto e un passaggio sulla prossima nave>
<Sei modesto e ciò è sorprendente in un uomo di governo. Avrai ciò che chiedi. Sarai ospite in casa mia.>"
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In passato i tre anziani avevano incontrato un certo Al Malik:

"Al Malik era grasso e amabile. Un astuto calcolatore che aveva conservato il senso dell'umorismo e l'amore per la vita.
<E' bello essere ricco ragazzo. Ti permette di ingrassare e invecchiare senza perdere fascino sulle donne… Di essere temuto senza essere valoroso… Di essere grande senza la fatica di doverti guadagnare la grandezza…>"
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Dago prosegue il viaggio:

"E' lenta la corrente del fiume. Come fosse anch'essa sfibrata dal caldo infernale da cui è impossibile sfuggire. Il fiume scorre fangoso e stanco verso la lontana liberazione del mare."
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Presso un califfo il nostro conosce una donna prigioniera a cui stanno per essere bruciati gli occhi e tagliate le mani ma Dago l'aiuta:

"<Chi sei tu?>
<Io? L'uomo che per una volta nella vita è stato al momento giusto nel posto giusto. E ora va>"
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Dago torna infine al cospetto del Gran Visir:

"<Sei tornato Dago. Devo dire che non mi sorprende. Comincio a credere che tu sia indistruttibile>
<Una cosa che non posso dire di te Gran Visir. Hai un brutto aspetto>
<Governare un impero è un suicidio e il favore del sultano una benedizione avvelenata…>"
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Diventato collaboratore diretto del Gran Visir (che ha usato un sotterfugio per convincerlo) Dago torna nella sua residenza in città. I servi vogliono assumere un abile giardiniere di nome Haruj affinché rallegri il cortile:

"<Ascolta Haruj…il mio padrone è strano…Mangia poco e non beve…La sua casa è enorme e vuota e lui non riceve visite. Non ha quasi schiavi. Neanche un eremita del deserto rinuncierebbe a tutto come lui.>
<E tu vuoi che cambi vero? Un padrone tanto ascetico non da nulla da rubare ai suoi servi…>"
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A Venezia il doge viene informato da Barazutti che Cesare Renzi è ancora vivo e ora si fa chiamare Dago. (nb: Barazutti ha avuto la sventura di incontrare Dago in Africa e il giannizzero ha tagliato entrambe le mani all'ex amico traditore, senza però avere l'occasione di ucciderlo).
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I due cospiratori contro la famiglia Renzi non sono gli unici che odiano il rinnegato veneziano infatti a Costantinopoli, Roxana, la favorita del sultano, medita di ucciderlo. Intanto il giannizzero conduce la sua spartana vita quotidiana:

"mangia appena. Da molto il cuoco ha rinunciato ad eccitare il suo palato con piatti raffinati. Ora gli serve pane nero, verdure bollite e acqua.
<Gli ho preparato un fagiano e l'ha dato ai gatti…Perché vive un uomo così? E' un fantasma…Non c'è allegria in lui…>"
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Quand'ecco che arriva una novità. Un grosso cane a cui Dago si affeziona e chiama Morte (bè Fido forse non era appropriato):

"E il sinistro cane nero entra a far parte della vita del giannizzero. Sua ombra, sua scorta, sua famiglia…Forse riflesso della sua anima…"
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Una mattina, in partenza per la caccia…

"Poi acuto, un sibilo al suo enorme, lugubre cane ed è in marcia nel mattino gelido…"
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Dago prende sotto la sua custodia uno schiavo francese, cantore e poeta che però si invaghisce di una giovane destinata al sultano.

"<Meravigliosa voce..Eh Dago? Allah è stato generoso con lui.>
<Certo, lo ha reso schiavo, lo ha caricato di catene e gli ha segnato la schiena e frustate. Non è il tipo di generosità che preferisco.>
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I due giovani troveranno un modo per stare insieme ma lo scotto da pagare sarà alto…
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#9 Tuatara

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Inviato 10 March 2011 - 15:05 PM

Letto il vol.11

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Dopo aver aiutato un vecchio pastore ad ottenere giustizia dal sultano e aiutato un condannato a morte a rivedere la figlia prima di essere ucciso, Dago parte alla volta dell'arcipelago greco con un gruppo di uomini scelto tra galeotti e reietti.

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La sua idea è usare l'abilità di assassini e ladri che non hanno più niente da perdere per compiere una rischiosa missione la cui riuscita può mantenere sul collo la testa del Gran Visir: bisogna salvare la moglie prediletta del sultano, Roxana, dai pirati ellenici di cui è caduta prigioniera durante un viaggio in incognito.  

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#10 Tuatara

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Inviato 15 March 2011 - 15:58 PM

Letto il nr.12 della ristampa

"<Mi duole sentirti parlare così. Io ti ho cresciuto da bambino e ti  ho reso coraggioso, ma anche realista. Ti ho insegnato a rispettare il  valore della vita di ognuno dei tuoi uomini. Ora queste vite sono state  dilapidate come monete di rame in un bazar di mendicanti. Per questo  torniamo al mare. Siamo pirati e combattiamo per l'oro, la gloria,  l'amicizia e moriamo ridendo. Ma non moriremo per una donna e un uomo  cieco di passione>.

Gli uomini di Kastriotas lo abbandonano mentre lui continua ad inseguire Roxana.

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"<Forse anche lui avrebbe desiderato restare.>
<Dago? No. Lui no. Lui cerca qualcosa che è sempre aldilà della  prossima collina, del prossimo fiume, della prossima guerra. Si c'è  qualcosa che cerca disperatamente e credo sia la sua stessa morte.>"

Il greco Antioco non segue Dago nel viaggio di ritorno a Costantinopoli.

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"A riceverlo sono il silenzio e il risentimento cupo degli schiavi irritati dal ritorno del padrone.
<L'unico felice di vedermi sei tu eh Morte? Vieni… ti comprerò un bel pezzo di carne per festeggiare il mio ritorno.>"

Dago dopo la missione in Grecia è tornato a casa. (casa dolce casa..Tentano subito di ammazzarlo con un serpente velenoso...)

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"<E' strano trovare una ragazza sola da queste parti.>
<Se hai in mente qualche idiozia pensaci due volte. Ho dei coltelli e so usarli.>
Il suo sorriso mi offende. È quello di un adulto che ha ascoltato le sciocchezze di un bambino.
<Non dovrai difenderti da me. Quando voglio una donna pago. Mi evita di doverla ascoltare>"

Dago incontra una donna degli Hindukush, popolo gran conoscitore dei cavalli.

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"<Il galoppo gli rovinerebbe la zampa per sempre sarebbe incurabile non posso.>
>E' la vita della tua gente.>
<Ed è il tuo cavallo! Non t'importa? Non hai sentimenti?>
Il suo volto è come tatuato dalle ombre nella prima luce rossa dell'alba e i suoi occhi sembrano morti.
<Il cavallo o la tua gente scegli. In un'ora potrai essere da giannizzeri>
<Maledetto…>

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"<Riposa amico, riposa. Addormentati sotto le mie mani, magari potessi venire con te. Mi mancherai, dormi amico, dormi.>
Il cavallo bianco si addormenta dolcemente. Non so come né quando  succede, c'è solo un profondo respiro e basta. Sono della razza dei  cavalieri e so piangere per un cavallo ma avevo dimenticato che anche  altri cavalieri senza razza possono piangere per il loro animale."

La donna Hindukush cambia opinione su Dago quando comprende che lui ha  grande rispetto per il cavallo sacrificatosi per aiutarlo.

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"<Credo che l'immagine che mi ero fatto di te fosse piuttosto sbagliata.>
<Bah se non fosse stato per questi due idioti non avresti mai sospettato niente.>
<E la donna che porti con te chi è?>
<Lo sa il diavolo. Ho comprato il suo cadavere, l'ho aperto e l'ho  riempito di oro e gioielli. Quegli idioti non se ne sono neppure  accorti. La putrefazione è stata la migliore protezione.>

Dago conosce il bandito Abdullah con un colpo di scena davvero inaspettato. Complimenti all'autore.

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#11 Tuatara

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Inviato 03 April 2011 - 19:47 PM

Dago Ristampa nr.015

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La missione come ispettore dell'Impero ha portato Dago fin oltre la Persia ma ora sta tornando a Costantinopoli…


"<No. Non ho legami Hafar, non voglio averne. Quando un legame si spezza si versano lacrime di sangue.>
<Non puoi nasconderti in una tomba per tutta la vita.>
<Le tombe sono luoghi comodi per viverci e io ci sono abituato>"

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"<Signore non sono contadini sono uomini di guerra!>
<vedo che il fallimento che rende creativo. Scusi la tua debolezza  con la capacità degli altri. Non hai saputo usare la testa. Non vale la  pena che la conservi. >"

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"<Se il cavallo è morto e lui ho parso l'orientamento nel deserto è  segno che Allah ha deciso che la sua vita non è degna di continuare.>
<E se io ti do un calcio il tuo sedere se lo ricorderà ogni volta che ti siederai… Muoviti!>"

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"<Ho mentito... a un tratto le porte della nostalgia si sono  aperte... le ho tenute chiuse per tanti anni... ma è bastato un colpo  per scardinarle e far tornare da me il passato. Venezia... non potrò  proprio mai liberarmi di te?>"

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#12 Tuatara

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Inviato 08 May 2011 - 10:18 AM

Letto il vol.17 della Ristampa.

Dago ad Algeri si è imbarcato sulla nave del Barbarossa per seguirlo in guerra contro la flotta di Carlo d'Asburgo…

Come nota lo stesso giannizzero nelle prime pagine molte cose sono cambiate: l'ultima volta che era stato nella città del Re del mare lo aveva fatto da schiavo ora invece è un ospite d'onore.

"Li senti Dago? Algeri mi ama!"
"Algeri è una puttana e tu il suo miglior cliente. Se fosse un altro acclamerebbero lui."
"Tu non credi in niente e nessuno vero?"
"Per questo sono ancora vivo"

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"Interessante individuo quel Dago…A volte mi vedo costretto ad ammiralo. Un uomo così è unico.
E forse questo è il motivo per cui un giorno dovrò farlo ammazzare."

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"Qualcuno riuscirà ad eliminarti un giorno."
"No mai e sai perché? Perché io non ho un regno palpabile, posso perdere tutti i porti senza che ciò significhi niente per me. Mi basta il potere di una nave sotto i piedi per continuare ad essere il padrone del Mediterraneo.
E su una nave io sono invincibile. Non è mai esistito un marinaio superiore a me Dago. Chi può togliermi questo regno?"
"La modestia sarà la tua rovina…"

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"Chi è questo sgradevole individuo con la faccia tagliata Beylerbey? Sento che abbaia ma non cammina a quattro zampe. Forse è una nuova razza di cane"
"Lui è Selim, detto La Spada e gode della mia fiducia"
"Contento tu…Tutti abbiamo il diritto di commettere degli errori.."

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L'incontro tra Selim e Dago….


Robin Wood non risparmia certo il realismo nel descrivere la violenza di quel periodo specialmente nei confronti delle donne. Dalla schiava spagnola passata da un padrone all'altro prima che le tagliassero naso e orecchie, alla donna violentata davanti ai suoi figli dal capitano della nave su cui cominciò la carriera di pirata il Barbarossa (di cui si scopre l'esistenza di un fratello). C'è poi "Il Ragno" lo pseudonimo usato da un'assassina che un tempo fu separata dalla sorella gemella e venduta giovanissima a uomini senza scrupoli. Ora cerca vendetta e Dago insieme al suo vecchio amico africano Orbasha l'aiuterà…

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#13 Tuatara

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Inviato 19 May 2011 - 18:55 PM

Letto il vol.18 (SPOILER)

Si conclude la vicenda delle due gemelle. Noto che ogni tanto Wood aggiunge un pizzico di paranormale alla sue storie. Ad esempio quando lo spirito della bambina morta si scatena sottoforma di tempesta sui mercenari.

La prigioniera che invece viene liberata dai briganti del deserto dice di aver sofferto tanto ma di aver avuto poi la sua ricompensa riferendosi al figlio appena nato. Il padre è uno degli uomini della banda che l'hanno violentata ma questo sembra non importarle. Non credo che tutte le donne avrebbero la forza di accettare un figlio del genere.

Un altro elemento interessante è la rinuncia alla vendetta da parte di una delle sorelle mentre invece l'altra continua ad inseguirla. Una volta raggiunto lo scopo però sente che la sua vita ha perso di significato. Chissà se Dago rifletterà su questo episodio. Io non credo, è troppo inca**ato per non punire i cospiratori di Venezia.Immagine inserita

Immaginavo infine quale sarebbe stato il destino del "ragno" anche perché il titolo è premonitore. Non se ne salva una vicino al giannizzero!
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#14 Tuatara

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Inviato 31 May 2011 - 14:53 PM

Letto il vol.19

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Dago sta seguendo l'esercito di Francesco I° di Francia nelle vesti di inviato del Barbarossa. Quindi partecipa alla campagna di guerra nel Nord d'Italia del 1515 dove i francesi combatterono a fianco dei veneziani. Finalmente dopo 135 capitoli il protagonista torna a vestire abiti occidentali a causa delle circostanze in cui si trova.

"<Non permetterti più rabbia di quanta ne puoi soddisfare miobuon conte, ho una missione da compiere e una vita da proteggere…La mia naturalmente>"

"<Tieni queste, appartenevano ai tuoi assassini ma non le hanno sapute usare…Ho pensato che ci tenessi a riaverle>" (nb. Dago sta parlando di teste mozzate)

"<Mio Dio chi ha fatto questo?>
<Le truppe del tuo re…>
<Impossibile lui ha proibito il saccheggio>
<Potrebbe anche proibire la pioggia in Autunno. Vedo che non conosci molto bene la guerra>"

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Un Alberto Salinas straordinariamente in forma. Immagine inserita
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#15 Tuatara

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Inviato 23 July 2011 - 16:54 PM

Letto il nr.22 della ristampa

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A Venezia si scopre uno dei segreti del Barbarossa: ha una figlia! Il Terrore del Mediterraneo rischia la vita per rivederla prima che ella si chiuda per sempre in un convento di clausura. In seguito il Beylerbey riesce a fuggire dalla città grazie all'esperienza di Dago che a Venezia vi è nato e cresciuto come Cesare Renzi.
Il momento in cui il protagonista rivela al pirata turco chi era in passato è infine giunto. Salinas ne rende alla perfezione l'intensità fronteggiando i volti dei due uomini mentre sono nell'ombra in un solenne silenzio.

Lasciata Venezia Dago torna al fianco del Re di Francia impegnato nella sua guerra. Magdalena, la mercenaria con cui aveva intessuto una breve ma intensa relazione non c'è più ma tra i francesi il giannizzero è atteso dalla bella Margherita, sorella del sovrano.
I due se la intendono sia di giorno che di notte senza nascondersi con buona pace di quel cornutaccio del marito.

<Pretendo che facciate qualcosa maestà! Quel rinnegato e mia moglie mi rendono ricolo>
<Che diavolo vuoi che faccia mio buon Alencon? Mia sorella Margherita non ha mai obbedito ai miei ordini. L'ha fatto una sola volta quando l'ho spinta a sposarti e come vedi ha tutte le ragioni per non obbedirmi più>

Povero Alencon non passa più per le porte Immagine inserita


A parte gli scherzi gran bel volume...Come sempre...

Messaggio modificato da Tuatara il 23 July 2011 - 16:55 PM

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#16 Tuatara

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Inviato 05 September 2011 - 09:11 AM

Letto il nr.25

Volume in buona parte dedicata a Morte, il cane di Dago.
La sua corsa per migliaia di chilometri, volta alla ricerca del padrone, mi ricorda alla lontana quella del cane Blanca di Taniguchi.

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E' proprio un cagnetto simpatico nevvero?

Letto il nr.26

Come sempre Dago è un maestro nel farsi beffe dei prepotenti. Come quello che lo paga profumatamente affinché il giorno dopo accenda la pira di un condannato al rogo. Il rinnegato prima libera e fa fuggire nella notte il prigioniero perché innocente e poi la mattina appicca il fuoco come pattuito…
Dago: <Ecco fatto…>
<Ti burli di me? Manca il condannato!>
<Già, a quest’ora deve essere lontano da qui con sua moglie e il tuo oro. Mi è parso giusto darlo a lui. Tu che ne pensi?>

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Nel suo viaggio verso la Francia Dago conosce in Svizzera un famoso personaggio storico: Michel de Notredame, meglio noto come Nostradamus. Insieme a lui e a un soldato di ventura giunge nei Paesi Bassi dove gli spagnoli stanno scatenando l’Inquisizione:

Dago: <Chiaro Nostradamus… La Chiesa ha proibito che la Bibbia sia stampata in una lingua che non sia latino>
Nostradamus: <E gli uomini di chiesa sono quasi gli unici a parlarlo… Così evitano che il popolino abbia accesso alla parola di Dio. Temono che ciò possa minare il loro potere>.

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Intanto Morte ha corso talmente tanto che è arrivato da Margherita di Francia prima del suo padrone. Il cane si affeziona subito perché le fiuta addosso l’odore del Giannizzero Nero (chissà perché…)

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#17 Tuatara

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Inviato 15 September 2011 - 20:38 PM

Ho letto il nr.28

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Il vecchio gitano che accompagna Dago pensa mentre sono in viaggio verso Madrid per liberare il re di Francia prigioniero:
<E’ un'impresa impossibile… o quasi. Ma Dago è divertito dalla sfida. Gode all'idea del pericolo… E’ un pazzo che non teme la propria distruzione e più pazzo sono io che viaggio con lui e mi diverto>.

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Dago:
<Io sono un buon cristiano e possiedo due cose… Una spada e del rispetto… Rispetto per ogni uomo per bene qualunque sia la sua pelle e la sua religione… E la spada per le carogne, qualunque sia la loro pelle e la loro religione>.

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<E’ un piacere rivederti amico mi hai quasi rotto il naso ricordi?>
Dago: <Sì>.

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Dago: <Adesso te l’ho rotto del tutto, tu sì lo ricorderai>.

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Dago, fallito il tentativo di liberare re Francesco (per forza se no cambiava la storia) si è spostato in Italia con le truppe imperiali spagnole. Composte per metà da mercenari luterani, pagati da un re cristiano, non hanno più visto un soldo da mesi e ora stanno marciando come un’orda selvaggia incontrollabile verso Roma.

Siamo ormai prossimi al Sacco di Roma del 1527 uno dei capitoli più nefasti della storia italiana…

Messaggio modificato da Tuatara il 15 September 2011 - 20:48 PM

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#18 Tuatara

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Inviato 27 October 2011 - 19:11 PM

Letti i nr. 32 e 33

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Dopo i tragici eventi del Sacco di Roma le vicissitudini riportano Dago in Spagna dove conosce il condottiero Cortés appena tornato dal Nuovo Mondo…

Ormai già da parecchi capitoli i disegni sono di Carlos Gomez ma il passaggio di consegne da Alberto Salinas a lui è stato del tutto indolore. Riguardando gli ultimi numeri si nota come Gomez si sia staccato dallo stile del maestro molto, molto lentamente e ora Dago è il “suo” Dago ma non fa rimpiangere l’original.

Durante il peregrinare in Italia il rinnegato incontra un pluriomicida di nome Andrea Corelli. Essendo quest’ultimo un folle pericoloso mi chiedo se per il nome Wood abbia preso spunto dal compositore Arcangelo Corelli autore di una famosa “Follia” ascoltabile nel seguente corto:



Cortés nomina La Española cioè Hispaniola l’isola dove oggi si trovano Haiti e la Rep. Dominicana. Colonia fondata da Colombo, io mi ricordo un bel componimento di Vangelis con questo nome:


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#19 Tuatara

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Inviato 11 December 2011 - 17:42 PM

Letto il nr.35

Cortes salva Dago prima che venga bruciato sul rogo e poi riparte per il Messico. Il rinnegato però è ridotto male a causa delle torture subite dall’Inquisizione Spagnola. Trova così rifugio in un monastero in Andalusia grazie all’intercessione di dama Antonia che aspetta un figlio da lui (il secondo se non sbaglio, l’altro avuto in Africa chissà dov'è al momento).

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Al monastero Dago sconvolge la vita dei buoni frati ma li protegge anche dalle mire di un nobile locale intenzionato a mettere le mani sulle loro terre.

Padre Josè: <Signore immagino che l’arrivo di Dago in questo convento sia un tuo modo per mettere alla prova la nostra fede…Ma non potevi trovare una maniera più facile!?> :D

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Dato che c’è "si intrattiene" con la figlia del suddetto nobile che però ha un fratello vescovo intenzionato a sbarazzarsi del nostro giannizzero preferito.

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Per rimanere Dago sarà costretto a prendere i voti.

I voti? Dago? :D

Wood e Gomez continuano ad alternare in questa splendida saga dramma, azione e ironia…
Immagine inserita WEEEEEEELLLLLLLL! Froggy went a-courtin' he did ride, k-k-k-k-k-krambo!"

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#20 ketkiller

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Inviato 17 December 2011 - 22:42 PM

@Tuat: Domandina.....ho cominciato il recupero di sto fumetto (i cartonati euracomix a colori), ma dato che son parecchi, tu sapresti dirmi se c'è una sorta di fine 1 serie? Insomma se uno volendo può interrompere ad una certa?
DAJE ROMAAAA!!!!




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